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10 credenze popolari sui gatti non vere

 
Di Cecilia Natale, Traduttrice e copywriter di AnimalPedia. Aggiornato: 12 giugno 2018
10 credenze popolari sui gatti non vere

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I gatti sono animali affascinanti che suscitano tanta curiosità sia per i loro comportamenti istintivi che per alcune caratteristiche specifiche. Questi sono i motivi per i quali attorno sono nati diverse credenze popolari e falsi miti sui gatti: hanno 7 vite, cadono sempre in piedi, non possono stare con donne incinte, ecc.

Vogliamo sfatarne alcuni, per cui in questo articolo di AnimalPedia parleremo delle vere caratteristiche dei mici, e delle 10 credenze popolari sui gatti non vere. Scopri subito quante ne conosci!

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1. I gatti hanno sette vite

Hai già sentito dire che i gatti hanno sette vite, vero? Di sicuro si tratta di una delle credenze popolari sui gatti non vere più diffuse in tutto il mondo. Probabilmente ha avuto origine perché sono molto agili e abili nel fuggire da pericoli o evitare incidenti oppure era una credenza mitologica... chissà!

In realtà, però, i gatti hanno una sola vita, proprio come noi e come gli altri animali. Inoltre, è importante accudire questi animali domestici in maniera adeguata con le giuste cure e attenzioni, seguendo i consigli dati dal veterinario.

10 credenze popolari sui gatti non vere - 1. I gatti hanno sette vite

2. I gatti possono bere il latte

Anche se negli ultimi anni il lattosio si è guadagnato una cattiva reputazione, persiste l'immagine del gattino che beve il latte dalla ciotola. È per questo che in molti hanno iniziato a chiedersi se effettivamente i gatti possono bere il latte vaccino. Tutti i mammiferi sono predisposti a bere il latte materno ed è il miglior alimento quando sono ancora piccoli.

Però l'organismo cambia man mano che si sviluppa, il che implica nuove esigenze nutrizionali e, di conseguenza, un cambiamento delle abitudini alimentari. Nel periodo dell'allattamento, quando vengono allattati dalla madre, i mammiferi cuccioli producono un enzima chiamato lattasi, che ha la funzione di assimilare il latte materno. Quando si avvicina il periodo dello svezzamento, la produzione di questo enzima diminuisce progressivamente, predisponendo l'organismo dell'animale al cambio di alimentazione: smetterà infatti di prendere il latte materno per iniziare a mangiare per conto proprio.

Anche se alcuni gatti continuano a produrre un minimo di lattasi, la maggior parte dei gatti maschi adulti è allergica al lattosio e il consumo di latte può tradursi in gravi problemi gastrointestinali.

Per questo, il fatto che possano bere il latte viene considerato uno dei falsi miti sui gatti. Nel caso dei gattini cuccioli senza madre, sarà necessario procurarsi del latte maternizzato artificiale, disponibile nelle cliniche veterinarie e, se trovi un gatto adulto, scegli delle crocchette apposite.

3. I gatti neri portano sfortuna

Si tratta di un'altra delle credenze popolari sui gatti non vere e l'origine risale al Medioevo, quando il gatto nero era associato alla stregoneria. Oltre a essere infondato, a causa di questo pregiudizio i gatti neri sono i meno adottati nei rifugi di animali stando alle statistiche.

Inoltre, i motivi per non credere a tale affermazione sono numerosi perché innanzitutto né il colore né un animale hanno a che vedere con fortuna o sfortuna. Inoltre, il colore di un gatto è determinato dalla genetica, che pure non ha a che fare con la fortuna. Il modo migliore per sfatare questa credenza popolare? Adottare un gatto nero!

10 credenze popolari sui gatti non vere - 3. I gatti neri portano sfortuna

4. I gatti cadono sempre in piedi

Anche se molto spesso i gatti cadono in piedi, non possiamo affermare che si tratti di una regola esatta nel 100% dei casi. Lo scheletro dei gatti è molto flessibile, il che gli conferisce un'eccellente mobilità e capacità di attutire le cadute. Tuttavia spesso la posizione assunta dal gatto dopo la caduta dipende dall'altezza dalla quale cade, per cui non sempre un gatto cade in piedi.

Se il micio ha tempo di girare su se stesso prima di toccare terra, cadrà in piedi ma non dimenticare che qualsiasi caduta può rappresentare un rischio per la sua incolumità: cadere in piedi non è sinonimo di non farsi male.

Inoltre i gatti sviluppano il riflesso verticale di raddrizzamento a partire dalla 3ª settimana di vita ed è per questo motivo che le cadute sono particolarmente pericolose per i gattini cuccioli.

5. Le donne incinte non possono avere gatti

Purtroppo a causa di questa credenza popolare sui gatti alcune persone hanno abbandonato il proprio gatto. L'origine di questo falso mito è da ricercare in una malattia chiamata toxoplasmosi. In parole povere la toxoplasmosi è una malattia causata da un parassita (Toxoplasma gondii) che può essere trasmesso attraverso il contatto diretto con delle feci di gatto infette. Visita questo articolo per sapere come capire che un gatto ha la toxoplasmosi.

La toxoplasmosi però è poco frequente nei gatti domestici che non escono di casa, che mangiano crocchette o cibo umido e che vengono portati regolarmente dal veterinario. Inoltre, se un gatto non è portatore del parassita patogeno, non esiste il rischio di contagio per una donna incinta. Come forma di prevenzione, pulire la lettiera del gatto con i guanti ed evitare di toccare carne cruda. In ogni caso, se si sospetta che il proprio micio abbia la toxoplasmosi, rivolgersi subito al veterinario.

10 credenze popolari sui gatti non vere - 5. Le donne incinte non possono avere gatti

6. I gatti non hanno bisogno di educazione

Anche se i gatti sviluppano in maniera istintiva diverse abilità e capacità proprie della specie, non significa che possano educarsi da soli. In realtà, l'addestramento è assolutamente necessario per i nostri amici a 4 zampe. Educarlo migliorerà la vostra convivenza ed eviterà la comparsa di problemi comportamentali in futuro.

7. I gatti non vogliono bene ai padroni

I felini hanno un carattere indipendente e sono animali piuttosto solitari, ma ciò non significa che non amino i propri padroni: alcune caratteristiche sono tipiche della loro natura, anche se l'addomesticamento ha cambiato e continua a cambiare diversi aspetti legati al comportamento dei gatti.

Un errore frequente è quello di paragonare il carattere di un gatto a quello di un cane: sono animali diversi con etogrammi diversi: i cani hanno imparato a vivere in branco per garantire la sopravvivenza della specie, mentre i gatti, così come i loro parenti felini più vicini, sono pronti a cacciare e sopravvivere da soli, per questo tendono a evitare situazioni e individui sconosciuti.

Leggi questo articolo per sapere se è vero che i gatti si affezionano a una sola persona!

10 credenze popolari sui gatti non vere - 7. I gatti non vogliono bene ai padroni

8. Cani e gatti non vanno d'accordo

Come abbiamo detto, la vita domestica e una corretta socializzazione possono plasmare e cambiare alcuni aspetti del carattere canino e felino. Se un cane viene presentato al gatto prima delle 8 settimane di vita del micio, imparerà a vederlo come amico: per questo dire che cani e gatti non vanno d'accordo è una falsa credenza.

9. I gatti vedono in bianco e nero

Gli occhi degli esseri umani possiedono 3 tipi di cellule recettrici dei colori: le cellule cono che percepiscono il blu, il rosso e il verde. Per questo vediamo così tanti colori.

I gatti e i cani, invece, non hanno le cellule cono adibite a riconoscere il rosso, per cui non vedono le tonalità né rosa né rosse e, inoltre, hanno difficoltà a riconoscere l'intensità e la saturazione dei colori. D'altro canto è falso anche che i gatti vedano in bianco e nero, perché distinguono tonalità di blu, verde e giallo.

10 credenze popolari sui gatti non vere - 9. I gatti vedono in bianco e nero

10. I gatti hanno bisogno di meno cure dei cani

Si tratta di una delle credenze popolari sui gatti non vere e allo stesso tempo più pericolose perché è comune sentir dire che per i gatti non sono necessarie molte attenzioni veterinarie perché il loro organismo è più resistente. È vero, sono forti e indipendenti, ma allo stesso tempo sono anche delicati.

Come qualsiasi altro animale hanno bisogno di determinate attenzioni per quanto riguarda alimentazione, igiene, vaccinazioni, trattamenti antiparassitari, igiene oro-dentale, attività fisica, stimolazione mentale e socializzazione. Per questo è falso affermare che un gatto ha bisogno di meno attenzioni di un cane.

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