Le meduse sono degli animali temuti nei mari e negli oceani per le loro dolorose punture, che in certe occasioni possono anche essere mortali. Esistono persino leggende su meduse giganti capaci di affondare navi. Non si può negare che molte meduse sono pericolose o quanto meno moleste. La loro maniera di cacciare non è attiva, semplicemente aspettano che le prede cadano nei loro lunghi tentacoli.
In questo articolo di AnimalPedia parleremo dei vari tipi di meduse esistenti, ciascuna con caratteristiche specifiche e sorprendenti. Ce ne sono di giganti, velenose, immortali... scopriamole insieme!
Caratteristiche delle meduse
Le meduse appartengono a un philum di animali chiamati celenterati. Ai celenterati appartengono 10.000 specie di meduse, delle quali 20 sono di acqua dolce, mentre tutte le altre sono marine. Il loro corpo è caratterizzato da simmetria radiale, cioè, se dividessimo l'animale secondo delle linee immaginarie sarebbero tutte uguali e simmetriche. I vertebrati invece, cui apparteniamo anche noi uomini, hanno una simmetria bilaterale, solo tra destra e sinistra. Le meduse sono anche prive di un sistema nervoso centrale.
Il corpo delle meduse è costituito come un sacco chiuso con un unico orifizio per l'entrata degli alimenti e l'uscita dei materiali di scarto. Tale orifizio si trova nella parte inferiore del corpo della medusa, e funziona di fatto da ano e bocca allo stesso tempo. Dentro a questo sacco troviamo la cavità gastro-vascolare o celenteron. Serve sia a digerire gli alimenti che a inviare le sostanze nutritive e l'ossigeno al resto del corpo.
Il polo opposto all'orifizio ha una forma a campana o a ombrellino, tipica di questi animali. Nonostante la loro semplicità, le meduse posseggono degli organi sensoriali molto sviluppati, localizzati sui bordi dell'ombrello. Qui risiedono organi visuali, chiamati ocelli, e recettori sensoriali conosciuti come statocisti, che servono alle meduse per l'equilibrio.
Questi animali inoltre posseggono delle cellule specializzate conosciute come nematocisti. Nelle meduse troviamo vari tipi di nematocisti o cnidocisti. Questo tipo di cnidocisto è urticante e serve alla medusa per cacciare e per difendersi. Questi nematocisti si trovano sui tentacoli di questi animali ed è a causa loro che provocano le punture. Un altro tipo importante di cnidocisti sono i pticocisti, che secernono una sostanza vischiosa per catturare piccoli animali o particelle nutritive.
Altro aspetto caratteristico delle meduse è la forma. Possono avere forma a polipo, e sono bentonici, cioè vivono a stretto contatto con il fondo marino, e vivono in colonie. Oppure hanno forma a medusa, si nutrono di plancton, fluttuano nel mare e sono solitarie. Esistono specie che posseggono solo la forma a polipo, altre solo a medusa, ed altre ancora che passano per entrambe le forme nel corso della vita.
Habitat delle meduse
Le meduse sono animali acquatici. Fuori dall'acqua si disidratano velocemente, visto che sono composti per il 90% da questa sostanza. Sono animali che si nutrono di plancton, vivono liberi nell'oceano senza essere ancorati a nessun luogo specifico, fluttuano senza meta. Sono trasportati dalle correnti di acque fredde o calde che scorrono negli oceani, possono solo muoversi spontaneamente in basso o in alto.
Questa capacità di essere trasportate dalle correnti permette alle meduse di percorrere grandi distanze nel loro ciclo vitale. In alcune regioni, la presenza di meduse può aumentare notevolmente durante le stagioni calde, quando le correnti portano masse di acqua ricche di nutrienti.
Alimentazione delle meduse
Le meduse si dividono in depredatrici o sospensivore, ciò significa che o cacciano pesci oppure filtrano l'acqua che le circonda, ritenendo particelle alimentari, il plancton appunto. Per cacciare i pesci usano i nematocisti di cui sono forniti i loro tentacoli. Si tratta, come detto, di cellule che secernono sostanze urticanti o appiccicose, a seconda del tipo di medusa. Si attiva mediante un cnidocilio sensibile al contatto.
La caccia della preda non è attiva. Se il pesce si avvicina troppo alla medusa e sfiora i suoi tentacoli, che hanno una lunghezza di vari metri e sono impercettibili, allora il nematocisto si attiva e sprigiona il suo veleno. Quando la preda è già immobile, la medusa, con l'aiuto dei tentacoli, l'avvicina all'orifizio-bocca, e la passa così alla cavità digestiva.
In aggiunta, alcune meduse sono specializzate in tecniche di alimentazione uniche. Per esempio, alcune specie sono in grado di utilizzare i loro tentacoli per catturare e immobilizzare le prede, mentre altre possono creare trappole appiccicose con le loro secrezioni. Queste strategie alimentari permettono alle meduse di sopravvivere in una varietà di ambienti marini.
Meduse velenose
Non tutte le meduse sono velenose, tutto dipende dal tipo di cnidocisto che posseggono. Si considerano velenose solo quelle che hanno il nematocisto e che provocano la morte delle loro prede attraverso del liquido urticante che ne blocca il sistema nervoso. Ecco una lista delle principali meduse velenose:
- Ortica del Pacifico (Chrysaora fuscescens)
- Medusa criniera di leone (Cyanea capillata); è anche un tipo di medusa gigante.
- Caravella portoghese (Physalia physalis)
- Medusa irukandji (Carukia barnesi)
- Vespa di mare (Chironex fleckeri)
- Medusa palla di cannon (Stomolophus meleagris)
- Medusa comune (Aurelia aurita)
- Medusa azzurra (Rhizostoma pulmo)
- Medusa fosforescente (Pelagia noctiluca)
- Medusa bruna (Chrysaora hysoscella)
Le meduse velenose sono spesso oggetto di studio per i loro potenziali benefici medici. Alcuni ricercatori stanno esplorando l'uso del veleno delle meduse per sviluppare nuovi trattamenti farmacologici, dato che le sostanze chimiche presenti nel loro veleno potrebbero avere proprietà terapeutiche uniche.
Meduse giganti
Le meduse hanno una grande variabilità di dimensioni, alcune specie infatti sono giganti. Altre sono così piccole che hanno le dimensioni del polpastrello del dito, come ad esempio la medusa irukandji. Ciò nonostante, la sua puntura non è meno pericolosa!
Le meduse giganti possono superare i due metri e pesare più di 200 kg. Se teniamo conto dei tentacoli, alcune meduse sono lunghe anche 30 metri, ad esempio la medusa criniera di leone, che è una delle meduse più grandi al mondo. Ma nessuna può competere con la medusa gigante nomura (Nemopilema nomurai) che supera i tre metri di diametro.
Oltre alla loro impressionante taglia, le meduse giganti giocano un ruolo ecologico significativo nei loro habitat. Contribuiscono al mantenimento dell'equilibrio del loro ecosistema marino, servendo sia come predatori sia come prede per altre specie marine.
Meduse immortali
Alcune meduse hanno delle caratteristiche specifiche che le rendono immortali. Parliamo della specie Turritopsis nutricula. Questa specie di medusa, una volta raggiunta la fase adulta, in cui è sessualmente attiva e ha forma di medusa, può tornare allo stato di polipo, fissandosi di nuovo al fondo marino finché le condizioni ambientali non siano propizie per tornare allo stato adulto. In questa maniera l'animale diventa virtualmente immortale.
Questo meccanismo di ringiovanimento cellulare ha suscitato grande interesse nella comunità scientifica, con ricercatori che studiano il potenziale di applicare queste conoscenze alla medicina rigenerativa umana.
Se volete sapere di più sul ciclo riproduttivo delle meduse leggete il nostro articolo di AnimalPedia.
Tipi di meduse del Mediterraneo
Nel Mar Mediterraneo si trovano varie specie di meduse, alcune pericolose. La loro presenza vicino alla riva del mare provoca il divieto di balneazione nelle spiagge. Le meduse del Mediterraneo sono:
- Caravella portoghese (Physalia physalis)
- Medusa bruna (Chrysaora hysoscella)
- Cassiopea mediterranea (Cotylorhiza tuberculata)
- Medusa fluorescente (Pelagia noctiluca)
- Medusa comune (Aurelia aurita)
- Aequorea victoria (Aequorea forskalea)
- Medusozoa (Rhizostoma pulmo)
- Cubozoa (Carybdea marsupialis)
- Medusa capovolta (Cassiopea andromeda)
- Barchetta di San Pietro (Velella velella)
Le meduse del Mediterraneo sono un'importante componente dell'ecosistema marino della regione. Svolgono un ruolo cruciale nel ciclo dei nutrienti, aiutando a mantenere l'equilibrio ecologico nel mare.
Leggete anche il nostro articolo sugli Animali pericolosi del Mediterraneo.
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