Meduse

Vespa di mare o medusa scatola o cubomedusa

15 settembre 2021
Vespa di mare o medusa scatola o cubomedusa

Il fila dei clidari è composto da diverse specie di animali acquatici che impressionano per la loro bellezza e per le loro caratteristiche peculiari, che li differenziano dal resto delle specie. All'interno di questo gruppo troviamo la classe dei Cubozoi, che comprende specie conosciute come vespa di mare, chiamata così per il suo corpo allungato ed il veleno che sprigiona.

Alcuni di questi invertebrati marini hanno sviluppato infatti un potente veleno che li rende letali, non solo per le prede di cui si cibano ma anche per gli esseri umani. In questa scheda di AnimalPedia ci occuperemo della vespa di mare, un tipo di medusa a cubo con uno dei veleni più potenti che esistano nei mari. Continuate a leggere per conoscere le caratteristiche di questo temuto animale.

Origine
  • Asia
  • Oceania
  • Australia
  • Filippine
  • Papua Nuova Guinea
  • Vietnam

Sommario

  1. Caratteristiche della vespa di mare
  2. Habitat della vespa di mare
  3. Abitudini della vespa di mare
  4. Alimentazione della vespa di mare
  5. Riproduzione della vespa di mare
  6. Stato di conservazione della vespa di mare

Caratteristiche della vespa di mare

Ecco qui elencati alcuni degli aspetti più caratteristici di questa medusa:

  • Gli esemplari sani sono provvisti di una campana a forma cubica, da cui proviene il nome, cubozoi.
  • Questa campana può essere trasparente oppure presentare una colorazione di un blu tenue. Di solito ha un diametro tra i 16 ed i 24 cm, anche se alcune vespe di mare possono arrivare a dimensioni molto maggiori.
  • In ogni angolo della sua campana si trovano 15 tentacoli, per cui ne ha almeno 60 in tutto il corpo. Queste strutture sono di colore azzurro chiaro e possono raggiungere i 3 metri di lunghezza.
  • Non ha né cervello né sistema nervoso centrale, tuttavia, possiede organi sensoriali costituiti da gruppi di occhi che arrivano a 24. Anche se questi non funzionano bene come in altri animali, sono comunque in grado di percepire la luce ed forse anche alcune forme.
  • In ciascun tentacolo vi sono milioni di nematocidi attraverso cui inocula il veleno alle sue vittime. E' un organismo altamente tossico e letale anche per gli esseri umani. Per tutti questi motivi la vespa di mare è considerata tra gli animali più pericolosi al mondo.
  • Il loro veleno causa serie complicazioni al sistema nervoso e all'apparato cardiovascolare e respiratorio delle persone, come anche danni da contatto. Può provocare la morte dopo pochi minuti.
  • Si è notato che a seconda della regione dove si trova, il suo veleno può variare e presentare alcune differenze di composizione.

Habitat della vespa di mare

Il rango di distribuzione della vespa di mare include le acque dell'Oceania, dell'Australia, e del Sud-Est asiatico. E' possibile trovare esemplari anche in alcune zone dell'Oceano Indiano, del Pacifico e della Grande barriera corallina. L'habitat principale di questo animale corrisponde alle acque marine poco profonde. Nel caso di alcune zone dell'Australia è comune vederlo in acque torbide.

Quando vi sono mareggiate le vespe di mare si addentrano in aree più profonde per evitare danni a causa dei flutti. D'altro lato, la vespa di mare può anche vivere nelle zone delle mangrovie, durante la loro fase riproduttiva. Successivamente i nuovi nati si spostano nuovamente verso il mare aperto.

Abitudini della vespa di mare

La maggior parte delle meduse si muovono principalmente grazie al flusso delle correnti marine, tuttavia, la vespa di mare è in grado di nuotare attivamente, muovendosi a suo piacimento. Durante il giorno tende a nuotare in maniera lenta che di notte, probabilmente per ragioni legate all'alimentazione. Ama riposarsi sul fondo del mare, dove si appoggia senza muoversi a meno che non venga disturbata. Si rifugi in quest luoghi anche quando le acque di superficie sono agitate dai venti e dalle onde.

L'assenza del sistema nervoso centrale limita parte della conoscenza delle sue abitudini per quel che riguarda certe abitudini. Tuttavia, è risaputo che la vespa di mare sente attrazione per la luce e che tende ad evitare gli oggetti con colori scuri. Inoltre può percepire le vibrazioni. Si ritiene che la comunicazioni tra individui della specie avvenga principalmente per mezzo della chimica.

Alimentazione della vespa di mare

Questo cnidario ha un tipo di alimentazione carnivora. Gli esemplari più giovani consumano principalmente gamberi, ma mentre vanno crescendo ampliano la loro dieta e passano a cacciare anche pesci e scampi, oltre che il solito zooplancton. La vespa di mare si appoggia per cacciare ai suoi tentacoli, che sono carichi di grandi quantità di nematocisti, organi urticanti che liberano il veleno che serve per paralizzare le prede. Una volta immobilizzato l'animale, vi si avvicina con la sua campana ed inizia a mangiarlo.

Se vi interessa l'argomento non perdete il nostro articolo di AnimalPedia sull'alimentazione delle meduse.

Riproduzione della vespa di mare

Come capita anche in altri cnidari, la vespa di mare si riproduce attraverso due metodi, uno sessuato e l'altro asessuato. Nel primo caso gli adulti liberano nell'acqua spermatozoi ed ovuli in modo che si fertilizzino. Successivamente si forma la planula, una delle fasi da cui passa questo animale. La planula cerca un luogo sicuro dove attaccarsi per poi trasformarsi in polipo.

Il polipo misura all'inizio circa 2 mm, che sarà sessile, e si ciba di zooplancton che riesce a catturare con uno dei suoi due tentacoli. Il polipo della vespa di mare s divide in maniera asessuata per dare origine a una medusa di piccole dimensioni, dopo la metamorfosi. Essa sarà già capace di nuotare e di muoversi verso altre zone per continuare il suo sviluppo.

Stato di conservazione della vespa di mare

La vespa di mare è una delle poche specie ormai che non sia considerata minacciata in qualche misura, almeno secondo la IUCN o secondo la convenzione delle Specie Minacciate di Flora e Fauna. Quindi non sta affrontando gravi pericoli. Grazie ai suoi elevati livelli di tossicità questa medusa non ha predatori in natura, ad eccezione della tartaruga verde (Chelonia mydas), che è in grado di cibarsi di questa cubomedusa.

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