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Sterilizzazione gatto: costo e convalescenza

 
Di María Besteiros. 5 giugno 2019
Sterilizzazione gatto: costo e convalescenza

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In questo articolo di AnimalPedia tratteremo un tema molto importante per chiunque abbia un gatto, la sterilizzazione del gatto. La sterilizzazione o castrazione sono operazioni diffuse in qualsiasi clinica veterinaria, ma che continuano a suscitare dubbi.

Alcune persone si mostrano ancora reticenti rispetto a questo intervento. Analizzeremo dunque, i pro e i contro della sterilizzazione. Continua a leggere e scopri tutto ciò che c'è da sapere sulla sterilizzazione de gatto.

Castrazione del gatto maschio

La castrazione del gatto è oggigiorno un procedimento semplice e rapido che consiste nella rimozione dei testicoli. Viene realizzata mediante un'incisione, dopo aver anestetizzato il gatto. Il post-operatorio sarà più rapido di quello delle gattine poiché l'esportazione delle gonadi (testicoli) non richiede di accedere nella cavità addominale.

Quando castrare un gatto maschio? Si può fare quando il gatto è ancora cucciolo e in effetti, si consiglia un intervento in questa tappa della sua vita, intorno ai 5 mesi, eviteremo così che manifesti i segni tipici della maturità sessuale.

Il principale obiettivo di questa operazione è impedire che l'animale possa tenere progenie. Vedremo nel prossimo paragrafo i vantaggi e gli inconvenienti di quest' operazione.

Sterilizzazione gatto: costo e convalescenza - Castrazione del gatto maschio

La sterilizzazione della gatta

La sterilizzazione del gatto è un po' più complessa quando parliamo di gattine, poiché in questo caso, gli organi che bisogna rimuovere si trovano all'interno del corpo, il veterinario dovrà, dunque, aprire la cavità addominale. Come per i maschietti, questa operazione può essere effettuata durante i primi mesi di vita, prima del primo calore ed il principale obbiettivo sarà evitare la riproduzione e il calore.

Quando parliamo degli esemplari femmina, l'intervento consiste nell'estrazione dell'utero e delle ovaie attraverso un'incisione dell'addome, dopo aver anestetizzato l'animale. Per sterilizzare una gatta randagia a volte si realizza un'incisione laterale e si rimuovono solo le ovaie. Si considera che compie l'obbiettivo di evitare il ciclo riproduttivo e vi è un rischio minore di complicazioni nel post-operatorio, fattore molto rilevante se la gatta torna immediatamente a vivere in strada. L'incisione addominale, comunque, non causa, generalmente, molto problemi, quando la gattina si sarà svegliata e ripresa dall'anestesia, potremo portarla a casa.

Sterilizzazione gatto: post-operatorio

Il recupero, sia di gatti maschi che di femmine, è semplice. Generalmente, il veterinario inietta un antibiotico per prevenire il rischio di infezioni batteriche e ricetterà analgesici da somministrargli a casa durante i primi giorni. Il nostro compito consisterà nell'assicurarci che l'incisione cicatrizzi bene e senza problemi. Durante le prime ore sarà normale che la zona del taglio sia infiammata e arrossata, aspetto che migliorerà nei giorni successivi. Dopo all'incirca una settimana, la ferita si cicatrizzerà e in 8-10 giorni il veterinario toglierà i punti.

Se l'animale cerca di toccarsi eccessivamente la ferita, dovremo mettergli un collare elisabettiano, per evitare che peggiori, accidentalmente, la situazione con la lingua ruvida o con i denti. I gatti non sono degli amanti di questa misura protettiva, ma saranno necessari, almeno in quei momenti in cui non possiamo vigilarli.

Il giorno dell'intervento il gatto dovrà essere portato in clinica a digiuno per evitare alcune complicazioni con la anestesia, e non appena lo riportiamo a casa potremo offrirgli cibo con normalità. Già dal primo momento riprenderanno la loro vita quotidiana abituale. Dovremo tener conto che dopo la sterilizzazione le necessità nutrizionali del nostro felino si modificheranno, dovremo dunque adeguare il menù per evitare il sovrappeso.

Sterilizzazione gatto: costo e convalescenza - Sterilizzazione gatto: post-operatorio

Complicazioni nella sterilizzazione del gatto

Anche se non sono molto frequenti, vedremo a continuazione, alcune delle complicazioni della sterilizzazione del gatto. Questo tipo di complicazioni saranno più comuni nelle gattine, a causa del tipo di intervento più invasivo:

  • Gli anestetici potrebbero provocare effetti collaterali.
  • Potrebbe aprirsi la ferita e infettarsi, fatto che ritarderebbe il recupero dell'animale e potrebbe implicare risottoporre il felino a l'anestesia per ricucirlo.
  • Molto raramente potrebbe originarsi un'emorragia interna che richiederà un'intervento veterinario immediato.
  • Potrebbe apparire un sieroma (versamento sottocutaneo di linfa) nella zona in via di cicatrizzazione.

Pro e contro della sterilizzazione del gatto

La sterilizzazione dei gatti, indipendentemente dal fatto che siano maschi o femmine, ha i suoi pro e i suoi contro. Una considerazione che vogliamo sottolineare è che per molto che si insista sul fatto che abbiano un carattere indipendente, sono comunque degli animali domestici ed è da questo tipo di prospettiva che bisogna analizzare questo paragrafo.

Pro della sterilizzazione:

  • Impedisce la nascita senza controllo di cucciolate.
  • Si evitano i comportamenti del gatto in calore: la marcatura del territorio, l'ansia o aggressività, che favorisce la convivenza con gli umani, ma diminuisce in loro lo stress e riduce i rischi di lotte con altri gatti o che scappino di casa.
  • Diminuisce la possibilità che soffrano malattie associate agli ormoni della riproduzione, come la piometra (ritenzione nella cavità uterina di materiale purulento)o i tumori mammari.

Contro della sterilizzazione:

  • L'animale corre i rischi intrinsechi di un operazione chirurgica e del post-operatorio.
  • Le necessità energetiche diminuiscono, ragione per cui dovremo prestare particolare attenzione alla dieta per evitare il sovrappeso.
  • Il prezzo dell'intervento può dissuadere alcuni tutor.
Sterilizzazione gatto: costo e convalescenza - Pro e contro della sterilizzazione del gatto

Quanto costa sterilizzare un gatto?

Non possiamo trattare della sterilizzazione del gatto senza parlare del prezzo. In realtà è impossibile determinare un prezzo concreto poiché questo dipenderà da diverse variabili, che ti elenchiamo qui sotto:

  • Il sesso del gatto: l'intervento dei maschi è più economico, poiché più semplice.
  • L'ubicazione della clinica: i prezzi possono variare in funzione della città dove si trova la clinica. Nella stessa zona le cliniche proporranno in media gli stessi prezzi poiché regolarizzati dalla federazione di veterinari corrispondente.
  • Se sorge qualche imprevisto: la fattura potrebbe aumentare.

Anche se a priori la sterilizzazione, soprattutto di una gattina, ci può sembrare cara, dobbiamo considerare che viene realizzata da un professionista, in alcune occasioni da più di uno, che hanno ricevuto una formazione di svariati anni, che viene effettuata in una sala operatoria e che i macchinari di quest' installazione hanno anch'essi un costo elevato. La sterilizzazione di un gatto è un investimento per il futuro, poiché ci risparmierà i costi che potremmo vederci sostenere dopo una cucciolata, o causa di piometra, tumori, lesioni per lotte con altri gatti ecc.

In alcuni casi sarà possibile sterilizzare un gatto gratis o a un costo ridotto, in quelle regioni dove sono attivi programmi per il controllo della popolazione felina come questi. In alcuni rifugi potremo adottare un gatto già sterilizzato, anche se dipendendo da quale, bisognerà pagare un importo per aiutarle a coprire i costi da loro sostenuti.

Consigliamo dunque, di rivolgersi a diversi veterinari con buone referenze e confrontare i prezzi. In alcune cliniche viene, inoltre, offerta la possibilità di pagare a rate. Come parte del compito di essere tutori di un gatto, dovremo sempre tener presente che è una spesa che dovremo sostenere se vogliamo convivere con un gatto.

Si può sterilizzare una gatta in calore?

Si può sterilizzare una gattina in calore? È meglio aspettare che questo periodo termini o, ancora meglio, operarla prima che si manifesti per la prima volta. Se così non potrà essere, sarà il veterinario che, valutando pro e contro, deciderà se l'operazione sarà fattibile in quel momento, o se bisognerà aspettare.

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