Curiosità sul mondo animale

Tipi di cavalli selvatici

 
Giorgio Gattoni
Di Giorgio Gattoni. Aggiornato: 11 giugno 2026
Tipi di cavalli selvatici
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I cavalli selvaggi, animali maestosi e focosi evocano a tutti il senso della libertà e ci fanno pensare a branchi che galoppano nei grandi spazi aperti con le loro criniere al vento. Purtroppo, oggigiorno non sono poi così tanti i cavalli liberi al galoppo e, anzi, la loro sopravvivenza si è fatta difficile. Come sempre, la responsabilità è dell'uomo e della sua avidità, che lo ha spinto ad occupare tutte le zone fertili, confinando i cavalli selvatici a zone limitate ed aride.

Dentro al grande gruppo dei cavalli selvatici, si distinguono tre grandi tipi: i cimarroni (cavalli inselvatichiti), i semi-cimarroni (semi-inselvatichiti) ed i cavalli propriamente selvatici. In spagnolo, la parola 'cimarron' serviva a definire gli schiavi africani che erano riusciti a scappare. Allargando successivamente il concetto, si venne a definire cimarrone qualsiasi animale che fuggiva e si dava alla macchia.

In questo articolo di AnimalPedia andremo a vedere le differenze che esistono tra i vari gruppi o tipi di cavalli selvatici.

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Sommario
  1. Cavalli inselvatichiti
  2. Cavalli semi-inselvatichiti
  3. Cavalli selvaggi

Cavalli inselvatichiti

I cavalli cimarroni sono cavalli oggi selvatici che vivono allo stato brado e che appartengono ad uno stato o regione. I cavalli cimarroni discendono da cavalli addomesticati dall'uomo che riuscirono a fuggire o furono liberati intenzionalmente, riuscendo poi a sopravvivere e riprodursi in libertà.

I più famosi cavalli inselvatichiti sono i Mustang americani, i Brumbies australiani ed il cavallo del deserto della Namibia.

Andiamo a descriverli uno per uno:

  • I mustang sono cavalli dell'Ovest americano, quelli che i mandriani o cowboys cercano di domare nei 'rodeos'. Questi cavalli famosi ed emblematici discendono dagli esemplari che vennero in America insieme ai conquistatori spagnoli del sedicesimo secolo. Infatti, sono per gran parte cavalli che derivano da razze arabe, ispano-arabe o andaluse. La parola 'mustang' deriva proprio dallo spagnolo mestengo, che significa 'non domato'. Alcuni di questi animali riuscirono a fuggire, furono liberati oppure spesso catturati dai nativi americani, si riprodussero e si estesero nella zona Nord-occidentale del continente americano. Nel 1800 se ne contavano circa due milioni. Tuttavia, successivamente gli allevatori vedevano in questi cavalli una grave minaccia per le loro bestie ed iniziarono a sterminarli, perché temevano che rubassero l'erba. Già nella decade del 1960 i mustang erano diminuiti drasticamente. Preoccupato per l'estinzione dei Mustang, il Congresso degli Stati Uniti votò nel 1971 una legge per proteggerli. Oggi si stima che la popolazione americana dei mustang si aggiri tra i 40 e gli 80 mila capi.
  • I cavalli del deserto della Namibia discendono da cavalli importati dai tedeschi verso la fine del XIX secolo, quando iniziarono a colonizzare la zona della Namibia, una delle regioni più aride al mondo. Nel 1914, il Sudafrica invase la regione della Namibia e le etnie colonizzate si liberarono dai tedeschi, mentre i cavalli si ritrovarono liberi. Sopravvivono grazie alle oasi nel deserto. In queste condizioni estreme, i cavalli affrontano calore intenso, siccità, tempeste di sabbia e scarsità di cibo, rendendo la loro sopravvivenza una vera sfida. Oggi si stima che nel deserto del Namib vivano ancora 300 cavalli inselvatichiti, di cui quasi la metà dei puledri muore prima di raggiungere il primo anno di vita.
  • I Brumbies sono cavalli selvaggi australiani, importati dagli europei nel XIX secolo durante la colonizzazione del continente. Tuttavia, dopo questo periodo si cominciarono a rimpiazzare i cavalli con le auto dove possibile. Allora, i cavalli furono lasciati a pascolare nelle praterie o destinati al macello per la carne. Molti di coloro che furono lasciati nelle praterie vennero abbandonati o scapparono, tornando selvatici o meglio inselvatichiti.
    I cavalli si adattarono rapidamente al clima del Nord dell'Australia e cominciarono a riprodursi, estendendosi in zone sempre più ampie del paese. Con il tempo, a causa della scarsità di cibo e della riproduzione tra consanguinei, questi cavalli sperimentarono cambiamenti fisici. Oggigiorno, sono cavalli molto piccoli, che misurano al massimo 150 cm al garrese, spesso con il mantello sauro o nero. Qualche anno fa, divennero tanto numerosi che gli allevatori iniziarono ad accusarli di danneggiare le coltivazioni; di conseguenza, si organizzarono cacce in elicottero per sterminare interi branchi di brumbies con i fucili. Il governo australiano ancora oggi non considera i brumbies in pericolo di estinzione e non ha mai legiferato per proteggerli.
Tipi di cavalli selvatici - Cavalli inselvatichiti

Cavalli semi-inselvatichiti

I cavalli semi-cimarroni o liberi sono cavalli che vivono liberamente in mandrie in zone ampie, ma che in realtà appartengono ad allevatori. Tra i cavalli selvatici di tipo semi-cimarrone troviamo il pottok pony, noto anche come Vasconavarro, una razza di pony originaria del Paese Basco, di circa 120 cm al garrese. I purosangue di questa razza sono di colore nero e vivono in libertà nelle zone del País Vasco francese e spagnolo.

Il cavallo della Camargue è un altro semi-cimarrone: si tratta di un cavallo grigio che vive nelle zone del delta del Rodano, nel sud della Francia. Vivono in questa regione già da prima dell'arrivo dei Romani. Pur vivendo allo stato brado, appartengono agli allevatori che li utilizzano principalmente nelle feste con tori e corride organizzate in Camargue. Questi cavalli sono noti per la loro resistenza e capacità di adattamento alle condizioni della palude.

Tipi di cavalli selvatici - Cavalli semi-inselvatichiti

Cavalli selvaggi

I cavalli selvatici propriamente detti oggi non esistono praticamente più: erano specie di cavalli totalmente selvaggi che mai erano stati addomesticati dall'uomo. Si ricordano due specie in particolare: il Przewalski ed il Tarpan. Si considerano i progenitori dei cavalli domestici attuali.

  • Il cavallo di Przewalski visse per molti secoli nelle steppe dell'Asia Centrale, sconosciuto alla civilizzazione fino a quando Nikolai Przewalski, un colonnello russo, nel 1878 portò dalla Mongolia il mantello di un equino completamente sconosciuto: erano i primi cavalli selvatici, mai addomesticati dall'uomo, che venivano scoperti. Purtroppo, la curiosità che questi cavalli hanno suscitato è stata l'inizio della loro scomparsa. Intere mandrie vennero infatti portate in altre nazioni e messe in cattività. Infatti, oggi ne esistono ancora qualche migliaio di esemplari solo in cattività o negli Zoo.
  • Il tarpan, invece, era un cavallo delle steppe dell'Ovest dell'Asia e dell'Europa Centrale che si è completamente estinto. L'ultimo esemplare morì in cattività alla fine del diciannovesimo secolo. Era un cavallo piccolo, delle dimensioni di un pony, circa 130 cm al garrese, generalmente di colore grigio. Fu in gran parte sterminato dai contadini; oggi esiste ancora come razza locale di cavalli polacchi: la razza Konik. Essa possiede ancora alcune delle caratteristiche del Tarpan, tuttavia i suoi geni non sono quelli del cavallo selvatico. Questa razza viene usata per progetti di conservazione in alcune riserve naturali, cercando di preservare l'ecosistema originario.

Se vi piacciono i cavalli, potete approfondire leggendo i nostri articoli di AnimalPedia sull'argomento:

Tipi di cavalli selvatici - Cavalli selvaggi

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