Curiosità sul mondo animale

Tipi di cavalli selvatici

 
Giorgio Gattoni
Di Giorgio Gattoni. Aggiornato: 8 gennaio 2021
Tipi di cavalli selvatici

I cavalli selvaggi, animali maestosi e focosi evocano a tutti il senso della libertà, e ci fanno pensare a branchi che galoppano nei grandi spazi aperti con le loro criniere al vento. Purtroppo oggigiorno non sono poi così tanti i cavalli liberi al galoppo ed anzi la loro sopravvivenza si è fatta difficile. Come sempre la responsibilità è dell'uomo e della sua avidità che lo ha spinto ad occupare tutte le zone fertili, confinando i cavalli selvatici a zone limitate ed aride.

Dentro al grande gruppo dei cavalli selvatici, si distinguono tre grandi tipi: i cimarroni (cavalli inselvatichiti), i semi-cimarroni (semi-inselvatichiti) ed i cavalli propriamente selvatici. In spagnolo la parola 'cimarron' serviva a definire gli schiavi africani che erano riusciti a scappare. Allargando successivamente il concetto, si venne a definire cimarrone qualsiasi animale che fuggiva e si dava alla macchia.

In questo articolo di AnimalPedia andremo a vedere le differenze che esistono tra i vari gruppi o tipi di cavalli selvatici.

Potrebbe interessarti anche: Gatti selvatici
Sommario
  1. Cavalli inselvatichiti
  2. Cavalli semi-inselvatichiti
  3. Cavalli selvaggi

Cavalli inselvatichiti

I cavalli cimarroni sono cavalli oggi selvatici che oggigiorno sono allo stato brado e che appartengono ad uno stato o regione. I cavalli cimarroni discendono da cavalli addomesticati dall'uomo che riuscirono a fuggire o furono liberati intenzionalmente e che riuscirono a sopravvivere e riprodursi.

I più famosi cavalli inselvatichiti sono i Mustang americani, i Brumbies australiani ed il cavallo del deserto della Namibia.

Andiamo a descriverli uno per uno:

  • I mustang sono cavalli dell'Ovest americano, quelli che i mandriani o cowboys, cercano di domare nei 'rodeos'. Questi cavalli famosi ed emblematici discendono in realtà dagli esemplari che vennero in America insieme ai conquistatori spagnoli del sedicesimo secolo. Infatti sono per gran parte cavalli che vengono da razza araba, ispano-araba o andalusa. La parola 'mustang' deriva proprio dallo spagnolo mestengo che significa appunto 'non domato'. Alcuni di questi animali riuscirono a fuggire, furono liberati oppure spesso catturati dai nativi americani, si riprodussero e si estesero nella zona Nord-occidentale del continente americano. Nel 1800 se ne contavano circa due milioni. Successivamente gli allevatori vedevano in questi cavalli una grave minaccia per le loro bestie ed iniziarono a sterminarli, perché temevano che rubassero l'erba. Già nella decade del 1960 i mustang erano diminuiti drasticamente. Preoccupato per l'estinzione dei Mustang il Congresso degli Stati Uniti votò nel 1971 una legge per proteggerli. Oggi si stima che la popolazione americana dei mustang si aggiri tra i 40 e gli 80 mila capi.
  • I cavalli del desierto della Namibia discendono da cavalli da importati dai tedeschi verso la fine del XIX secolo, quando iniziarono a colonizzare la zona della Namibia, una delle regioni più aride al mondo. Nel 1914 il Sudafrica invase la regione della Namibia e le etnie colonizzate si liberarono dai tedeschi mentre i cavalli si ritrovarono liberi. Sopravvivono grazie alle oasi nel deserto. Qui le condizioni erano molto dure per i cavalli: calore estremo, siccità, tempeste di sabbia e scarsezza nella disponibilità di cibo resero la vita di questi cavalli molto dura. Oggi si stima che nel deserto del Namib vivano ancora 300 cavalli inselvatichiti, di cui quasi la metà dei puledri muoiono prima di raggiungere il primo anno di vita.
  • I Brumbies sono cavalli selvaggi australiani, che furono importati dagli europei nel XIX secolo durante la colonizzazione del continente. Tuttavia dopo questo periodo si cominciarono a rimpiazzare i cavalli con le auto dove possibile. Allora i cavalli furono lasciati a pascolare nelle praterie o messi al macello per la carne. Molti di coloro che furono lasciati nelle praterie vennero abbandonati o scapparono con il risultato di tornare selvatici o meglio inselvatichiti.
    I cavalli si adattarono rapidamente al clima del Nord dell'Australia e cominciarono a riprodursi e a estendersi in zone sempre più ampie del paese. Con il tempo a causa della scarsezza del cibo e della riproduzione tra consanguinei, questi cavalli sperimentarono dei cambiamenti fisici. Oggigiorno sono cavalli molto piccoli, che misurano al massimo 150 cm al garrese, spesso con il mantello sauro o nero. Qualche anno fa divennero tanto numerosi che gli allevatori iniziarono ad accusarli di danneggiare le coltivazioni, in conseguenza si organizzarono cacce in elicottero per sterminare interi branchi di brumbies con i fucili. Il governo australiano ancora oggi non considera i brumbies in pericolo di estinzione e non ha mai legiferato per proteggerli.
Tipi di cavalli selvatici - Cavalli inselvatichiti

Cavalli semi-inselvatichiti

I cavalli semi-cimarroni o liberi sono cavalli che vivono liberamente in mandrie in zone ampie ma che in realtà appartengono ad allevatori. Tra i cavalli selvatici di tipo semi-cimarrone troviamo il pottok pony noto anche come Vasconavarro, è una razza di pony originaria del Paese Basco, di circa 120 cm al garrese. I purosangue di questa razza sono di colore nero e vivono in libertà nelle zone del País Vasco francese e spagnolo.

Il cavallo della Camargue è un altro semi-cimarrone: si tratta di un cavallo grigio che vive nelle zone del delta del Rodano, nel sud della Francia. Vivevano in questa regione già da prima dell'arrivo dei Romani. Vivono allo stato brado ma appartengono agli allevatori che li utilizzano principalmente nelle feste con tori e corride organizzate in Camargue.

Tipi di cavalli selvatici - Cavalli semi-inselvatichiti

Cavalli selvaggi

I cavalli selvatici propriamente detti oggi non esistono praticamente più: erano specie di cavalli totalmente selvaggi che mai erano stati addomesticati dall'uomo. Si ricordano due specie in particolare il Przewalski ed il Tarpan. Si considerano i progenitori dei cavalli domestici attuali.

  • Il cavallo di Przewalski visse durante per molti secoli nelle steppe dell'Asia Centrale, sconosciuto alla civilizzazione fino a che Nikolai Przewalski, un colonnello russo, nel 1878 portò dalla Mongolia il mantello di un equino completamente sconosciuto: erano i primi cavalli selvatici, mai addomesticati dall'uomo, che venivano scoperti. Purtroppo però la curiosità che questi cavalli hanno suscitato è stata l'inizio della loro scomparsa. Intere mandrie vennero infatti portate in altre nazioni e messe in cattività. Infatti oggi ne esistono ancora qualche migliaio esemplari solo in cattività o negli Zoo.
  • Il tarpan, invece era un cavallo delle steppe dell'Ovest dell'Asia e dell'Europa Centrale che si è completamente estinto. L'ultimo esemplare morì in cattività alla fine del diciannovesimo secolo. Era un cavallo piccolo, delle dimensioni di un Poni, circa 130 cm al garrese, generalmente di colore grigio. Fu in gran parte sterminato dai contadini, oggi esiste ancora come razza locale di cavalli polacchi: la razza Konik. Essa possiede ancora alcune delle caratteristiche del Tarpan, tuttavia i suoi geni non sono quelli del cavallo selvatico.

Se vi piacciono i cavalli potete approfondire leggendo i nostri articoli di AnimalPedia sull'argomento:

Tipi di cavalli selvatici - Cavalli selvaggi

Se desideri leggere altri articoli simili a Tipi di cavalli selvatici, ti consigliamo di visitare la nostra categoria Curiosità sul mondo animale.

Scrivi un commento
Aggiungi un'immagine
Fai click per aggiungere una foto insieme al commento
Ti è piaciuto l'articolo?
1 di 4
Tipi di cavalli selvatici