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Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi

Di Cecilia Natale, Traduttrice e copywriter di AnimalPedia. Aggiornato: 15 novembre 2018
Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi

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La morte è un processo naturale che prima o poi qualsiasi essere vivente dovrà affrontare. A volte può essere difficile rendersi conto che il proprio amico a quattro zampe sta morendo, soprattutto se si tratta di animali riservati e indipendenti come i gatti.

Se pensi che il tuo micio possa essere vicino alla morte, in questo articolo di AnimalPedia ti spieghiamo come capire quando un gatto sta per morire, 5 sintomi allarmanti per sapere quando rivolgerti al veterinario e poter accudire il micio al meglio e assisterlo fino alla fine oppure curarlo per farlo guarire.

1. Il gatto si comporta in modo strano

L'importanza che si dà ai propri animali domestici oggigiorno ha aumentato notevolmente la speranza di vita dei gatti domestici, poiché si presta molta attenzione ad aspetti quali salute, alimentazione e attenzioni specifiche. È per questo motivo che alcuni gatti possono raggiungere 17 e persino i 20 anni, anche se ciò significa che i nostri amici felini possono soffrire di malattie che prima non comparivano in questi animali, come la demenza senile.

Un sintomo comune tra i gatti anziani è la comparsa di problemi comportamentali che in generale sono causati da problemi di salute. Se si tratta del tuo caso, il micio sarà facilmente irritabile, la minzione sarà alterata e si sentirà particolarmente depresso. Non necessariamente indica che un gatto sta per morire, ma di sicuro non sta bene, per cui dovrai portarlo dal veterinario per capire cosa gli sta succedendo.

Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi - 1. Il gatto si comporta in modo strano

2. Smette di leccarsi e pulirsi

Se un gatto smette di leccarsi e pulirsi, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Chi ha un gatto sa quanto quest'abitudine sia importante per i felini, anche se è vero che ci sono dei gatti che tendono a leccarsi più di altri. In questo tipo di problemi rientrano anche il non marcare il territorio, non strusciarsi contro tutto quello che trova, comprese le persone che ama.

3. I parametri vitali del gatto sono alterati

Tra i 5 sintomi che ti permettono di capire quando un gatto sta per morire troviamo l'alterazione dei parametri vitali, ovvero un battito cardiaco o una respirazione anormali oppure una temperatura corporea troppo alta o bassa.

Di seguito ti mostriamo quali sono i parametri vitali normali di un gatto sano [1]:

  • Frequenza respiratoria nei gatti: tra 20 e 42 respiri al minuto.
  • Frequenza cardiaca nei gatti: tra 140 e 200 battiti al minuto.
  • Temperatura corporea: tra 38ºC e 39ºC.
  • Tempo di riempimento capillare: bisogna esercitare pressione sulle mucose per vedere quanto tempo impiegano a recuperare un colore normale, di solito si fa la prova sulle mucose della bocca. Il tempo di riempimento capillare deve essere inferiore a due secondi.

Nel caso in cui anche solo uno di questi parametri fosse alterato, ti consigliamo di portare il gatto dal veterinario perché potrebbe avere un grave problema di salute.

Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi - 3. I parametri vitali del gatto sono alterati

4. Il gatto smette di mangiare e bere

Come abbiamo detto prima, non è facile riconoscere i sintomi di dolore del gatto perché tende a nasconderli, ma se compaiono diarrea, convulsioni, vomito o sangue nelle urine e inoltre l'animale smette di mangiare o bere vuol dire che sta male. Non è detto che sia vicino alla morte ma potrebbe essere sintomo di una condizione grave. Prova a cambiare tipo di alimento e dagli il suo cibo preferito o tentalo in qualche modo: se non vuole nulla, portalo subito dal veterinario.

5. Il gatto va a nascondersi

È un comportamento comune tra i felini particolarmente timorosi o che stanno male. Tuttavia, un animale che sta per morire si sente vulnerabile, per questo molti gatti vanno alla ricerca di un luogo isolato per morire. Se il tuo gatto si rifugia da qualche parte e si rifiuta di tornare da te, sei di fronte a uno dei 5 sintomi per capire quando un gatto sta per morire.

Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi - 5. Il gatto va a nascondersi

Cosa fare se un gatto sta morendo?

Se il tuo gatto presenta uno o più delle condizioni elencate dovrai parlare con il veterinario il prima possibile perché è l'unica persona che può dirti se i sintomi sono da ricondurre a una malattia o al fatto che il gatto sta per morire. È importante capire che se il tuo gatto sta soffrendo molto e inoltre sente dolore, potrebbe essere opportuno prendere in considerazione l'eutanasia.

In ogni caso, il veterinario ti indicherà come prenderti cura del micio fino alla fine della sua vita, per dargli attenzioni e tutto ciò di cui ha bisogno, come aiutarlo a mangiare o fare i bisogni. Inutile dire che in questa fase della vita del micio dovrai dargli ancora più amore e affetto di sempre.

Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi - Cosa fare se un gatto sta morendo?

Cosa fare se il mio gatto muore?

La morte di un animale è molto difficile da accettare e arreca molto dolore, ma purtroppo bisogna trovare la forza e occuparsi del micio dal punto di vista burocratico. Se il gatto è morto dal veterinario, è possibile cremarlo con altri animali, altrimenti dovrai rivolgerti a una ditta di cremazione privata. Se hai un giardino e il gatto non è morto per malattie infettive o altri problemi simili potrai seppellirlo lì o in un cimitero per animali.

Per chi non ha mai avuto un animale domestico può essere difficile capire il legame che si instaura tra una persona e un gatto e quindi trova difficile capire il dolore che si prova quando un animale muore. Tuttavia la morte di un gatto può portare dolore tanto quanto la perdita di una persona cara, per cui non preoccuparti, il periodo di lutto e di accettazione è lungo, ma vedrai che, con il tempo, il dolore si attenuerà.

Questo articolo è puramente informativo, da AnimalPedia non abbiamo la facoltà di prescrivere trattamenti veterinari né realizzare alcun tipo di diagnosi. Ti invitiamo a portare il tuo animale domestico dal veterinario nel caso in cui presenti qualsiasi tipo di malessere o fastidio.

Se desideri leggere altri articoli simili a Capire quando un gatto sta per morire: 5 sintomi, ti consigliamo di visitare la nostra categoria Altri problemi di salute.

Fonti
  1. Tami Gabriella, Veterinaria y Etóloga, Constantes vitales en los gatos, Affinity 2016

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7 commenti
Sua valutazione:
Franco
L'adorata micia Amandina la mattina del 28 maggio 2021 è volata via, un dolore che non posso mica spiegare. Negli ultimi due mesi sono andato diverse volte nello studio dei veterinari, eseguiti tutti gli esami analisi ed era emerso che (a parte la pressione alta nell’ultimo periodo) il suo vero problema era l’insufficienza renale, anche abbastanza importante, tanto che le facevo le flebo di Ringer Lattato: se avessi fatto fare le analisi qualche anno fa magari le si vedeva un inizio di malattia, chissà! Ma era sempre stata bene in tutto e per tutto, a parte un problema congiuntivale in un occhio nel 2018. Poi dal 7 maggio scorso quella che per me è stata la mazzata finale (e gliel’ ho detto al dottore e alla dottoressa veterinaria), ovvero la sera prima vedeva normalmente e mi veniva vicino con le solite coccole e sguardi, e la mattina seguente 7 maggio andava a sbattere con la testa contro muri e mobili..improvviso distacco retina bilaterale, un disastro, fu uno schock vederla così, una pena indescrivibile. Poi nel giro di pochissimi giorni si era abituata assai bene a muoversi e riconosceva benissimo i suo spazi ed oggetti , ma era davvero una gran pena vederla così non vedente. Un improvviso sbalzo di pressione la causa del distacco retineo, mi ha detto il veterinario. Però una delle volte precedenti che ero andato dai veterinari, poco più di 1 mese fa, la dottoressa controllando la pressione rilevò che era vicina alla soglia massima di range di accettabilità, ma non ancora da farmaci per abbassare la pressione.
Ho una mia teoria ovviamente è una ipotesi indimostrabile e pure io non è che ne sono certo, è solo una ipotesi che mi sono fatto, non so come la si può pensare…tanto che al veterinario a cui la esposi, mi rispose “Ma no, in medicina non si ragiona così”; quello che ho pensato è questo, poiché Amandina nella sua vita non era assolutamente abituata a prendere farmaci (tipo gastroprotettore che aveva prescritto contro vomito e le flebo per insufficienza renale), perché era sempre stata in buona salute, per lei prendere quei farmaci, fare le flebo, vedevo bene che per lei non abituata ai farmaci era uno stress, chissà forse che sia stato questo stress che abbia provocato un repentino aumento di pressione e quindi il conseguente distacco di retina? La perdita della vista il 7 maggio è stato l’inizio della sua fine...giorno in cui poi le feci una decina di fotografie, mentre era sdraiata al sole in terrazzo…
Una gatta così buona, tanto affettuosa, e tanto paziente e giudiziosa...Amanda era così. Amanda se pur molto affettuosa, non era per nulla “appiccicosa”, e questo a me piaceva, voglio dire non era una gatta che voleva starmi sopra, o nel letto con me, o in braccio, o sulle ginocchia, pur amando le carezze; no lei come mi vedeva che mi stendevo sul letto o divano, sempre ed immediatamente veniva a distanza di braccio, tipo mezzo metro, ed iniziava a guardarmi fisso muovendo anche le palpebre degli occhi, oppure spesso si strisciava contro la gamba della sedia vicina al letto e nel contempo mi guardava, come per farmi capire che voleva le carezze proprio lì dove si strisciava, intorno alla testa, e poi dopo ricevute le carezze si allontanava di alcune decine di cm e si stendeva sul pavimento tranquilla e beata, quindi vicina ma mai appiccicata. E penso ora, quando con incredibile cognizione degli orari e dello spazio e luogo, una mezzoretta prima che io entrassi in cucina, lei si metteva dritta seduta poco dopo l’ingresso, e sempre sulla medesima mattonella (che poi è uguale alle altre) nella cucina, aspettandomi silenziosa, sapendo che sarei arrivato, e poi quando io mi sedevo a tavola, mi veniva vicino e guardandomi aspettava che le dessi un po’ di cibo, ma sempre silenziosamente (non miagolava per le richieste cibo) ed educatamente. Sapeva che o una cosa o l’altra, sempre qualcosa le avrei dato da mangiare lì (che era diverso dalla sua normale ciotola con crocchette), e con mia grande sorpresa scopersi
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manuela
ho una gattina di 20 anni Pixel perche è tricolore. E' dimagrita tantissimo la veterinaria le ha fatto diversi cicli di flebo e in passato ha sempre reagito.Ora miagola non si toletta piu' e cerca sempre un po' da mangiare, non va d'ntestino se non piccole palline dure. sta per morire?
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Franz
La mia speciale Kikka

Era dicembre 2004 ed un amico mi parlava di una piccola micina di pochi mesi, trovata dentro ad un cassonetto dell’immondizia, abbandonata, impaurita, malnutrita e con un eczema sul musetto; lui non poteva tenerla e mi chiese se potevo adottarla io. In quel periodo, avevo già un gatto maschio di 10 anni, chiamato Kikko, ma questa è un’altra storia. Ho sempre avuto un gatto fin dall’età di 6 anni, ora ne ho 47: quando un gatto mi abbandonava per morte naturale o altro, ne riadottavo subito uno. Avevo conosciuto fin da piccolo l’amore, la gioia, il divertimento, la correttezza, la fedeltà, la sincerità, la compassione e purtroppo anche la sofferenza che un piccolo animale come il gatto, insegnava al suo Amico umano. Ma non avevo mai adottato una gattina! Non ci pensai tanto ed io e mia sorella decidemmo di adottarla, facendola sterilizzare e chiamandola Kikka. Forse per i maltrattamenti subiti, essendo stata anche gettata malamente nel cassonetto, l’avevo trovata emotivamente traumatizzata; non si voleva fare accarezzare ed inizialmente faceva fatica anche ad accettare il cibo che gli offrivo. Poi con il passare dei mesi, iniziò a mangiare normalmente, l’eczema era sparito ed era ritornata veramente in forma. Rispetto a tutti gli altri gatti maschi che ho avuto, lei aveva un carattere più selvatico ed era molto più restia a dare confidenza e a farsi accarezzare…eppure io già gli volevo un bene dell’anima! Con il passare degli anni, gli piaceva dormire spesso ai piedi del letto di mio padre, insieme a lui. Poi sempre verso mezzanotte, la lasciavo uscire fuori per fare tutti i suoi bisogni e i soliti controlli sul suo territorio di casa. Invece io nel pomeriggio ero abituato a fare uno spuntino; lei lo aveva imparato ed era sempre lì ad aspettarmi per farlo anche lei, puntuale come un orologio svizzero; “un po’ di coccole e poi spuntino” era diventato il nostro rito. Ha sempre difeso il suo territorio da altri gatti ed a volte li cacciavamo insieme, chiaramente senza recare loro dei danni; li facevamo solo scappare dal nostro territorio! Ricordo che era una cacciatrice incredibile a prendere piccoli topi, per poi solo giocarci, in quanto il cibo non gli mancava mai. Una volta la vidi fare un salto pazzesco per prendere un uccellino che cercai subito di liberare. Altre volte arrampicate incredibili fino ad arrivare in cima ad un albero e rimanere lì per mezzora, ranicchiata su di un ramo, controllando dall’alto il suo territorio. Con il passare del tempo diventò la protettrice della casa, proprio come gli antichi Egizi consideravano questi Felini: sacri e protettori. Mi alzavo alla mattina per andare al lavoro e lei era lì, si faceva accarezzare e poi io scappavo a lavorare. E quando tornavo dal lavoro?...lei era sempre li ad aspettarmi, una carezza…poi a mangiare insieme. Insomma lei era sempre presente ed anche una sola carezza mi metteva subito di buon umore!..... Purtroppo, quando Kikka ebbe 10 anni, venni assalito dalla disperazione: Kikka era stata investita accidentalmente da un’auto, proprio davanti casa: fù una tragedia, non muoveva più le zampe posteriori e sembrava avere la colonna vertebrale spezzata; credevo di perderla per sempre! Ho subito provveduto a fornirgli tutte le cure possibili…per fortuna riusciva a mangiare e bere, anche se praticamente non riusciva più a camminare. Non gli ho fatto mai mancare niente e dopo mesi di cure, finalmente l’ho rivista in piedi sulle sue quattro zampe: la vertebra rotta in qualche modo si era ricalcificata. Il tempo trascorreva e successivamente la rividi correre velocissima e completamente in forma; fù una emozione incredibile, era totalmente guarita! Ricordo che dal giorno dell’incidente, appena vedeva arrivare un’automobile si allontanava: aveva imparato il pericolo e non si era più azzardata ad avvicinarsi ad una macchina. Kikka in tutti i suoi anni di vita era abituata a mangiare molto meno, dalla primavera alla fine dell’estate: le prime
Franz
...volte mi preoccupavo seriamente vedendola dimagrire vistosamente, ma poi capii che quello era il suo stile di vita, utile anche per smaltire tutte le tossine accumulate durante l’inverno. Finita l’estate, riprendeva a mangiare normalmente; ogni anno aveva questo sano stile di vita che è continuato felicemente, senza nessun altro tipo di problema fino all’età di 15 anni. Alle porte dell’estate 2019, con i bruschi cambiamenti climatici in atto, in cui anche noi umani avvertiamo senso di malessere, kikka come al solito aveva iniziato a mangiare poco, ma non mostrava nessun segnale di malattia, anzi era la solita routine…quando da un giorno all’altro la trovo stanca, faticava ad alzarsi in piedi, non mangiava e non beveva. Mi allarmai subito ed ancora una volta gli fornii tutte le cure necessarie, anche se il destino questa volta l’aveva ormai portata ad affrontare una malattia incurabile. Nonostante tutto, forse per il suo carattere selvatico, quando riuscì a trovare un pò di forze volle uscire fuori all’aperto, come le piaceva fare da sempre…non potevo e non volevo negarglielo…pensavo che rientrasse in casa, viste le sue condizioni: tutti i gatti che avevo avuto precedentemente, quando manifestavano qualche segnale di malattia lo avevano fatto, ma loro erano diversi, erano più domestici, uscivano meno all’aperto e gli piaceva più rimanere intorno a casa… ma alla sera lei non rientrò…l’avevo cercata ovunque invano, era come scomparsa. Io ero disperato e conoscendo molto bene il comportamento dei gatti, credevo fosse arrivata la sua ora e che si fosse allontanata per sempre… ma pregavo che si rifacesse rivedere, volevo salutarla dignitosamente, coccolarla un’ultima volta, parlandoci, ringraziandola di tutti gli anni vissuti insieme…lo volevo con tutto il cuore!… Ma per tutta la notte e la mattina successiva non si fece vedere…pensavo che fosse ormai morta nascosta chissà dove. Io avevo un magone nello stomaco che mi straziava l’anima, quando verso mezzogiorno ricomparve improvvisamente…aveva percorso due rampe di scale da sola e me la trovai davanti alla porta d’ingresso! Solo lei poteva conoscere quella fatica immane, fatta per ritornare a casa da sola e in quelle condizioni; posso solo spiegarlo come una specie di telepatia, un forte legame che aveva stretto con me, forse anche lei aveva bisogno dell’ultimo saluto, delle ultime coccole…non era tornata per mangiare o bere, non voleva essere accudita in casa… è stato come il suo ultimo istinto di voler ritornare per salutare il suo grande Amico per l’ultima volta… non so spiegarlo diversamente, ciò che mi importava era solo che fosse ritornata, ma continuava a non mangiare e a non bere; sembrava non soffrire, ma rimaneva distesa quasi esanime nella sua morbida coperta, non una lamentela di dolore, quindi avevo subito provveduto a curarla nuovamente, ma la sua malattia ormai l’aveva sopraffatta…in realtà aveva sopraffatto anche me, in quanto il tutto è avvenuto nell’arco di due soli giorni. Ma in questo ultimo incontro, mi era stato concesso il dono di potergli trasmettere tutto il bene che ho provato per lei, accarezzandola sulla sua testolina…lei faceva le fusa e vedevo che le piaceva tantissimo…le ho sussurrato alle sue sensibili orecchie le mie parole di amore e riconoscimento per tutti gli anni trascorsi insieme…e lei mi gratificava con le sua fusa, sempre distesa nella sua morbida coperta…insomma è stato un momento in cui ero talmente commosso che piangevo e non mi vergogno tutt’ora di scriverlo! Erano sentimenti puri e incondizionati! Era un legame speciale!...e ormai credevo di vederla morire tra le mie coccole. Invece, dopo circa un’ora riprese un po’ di forze e ancora una volta il suo unico desiderio era quello di uscire fuori, non voleva rimanere in casa: era come se fosse tornata solo per donarmi l’ultimo saluto, prima di fare il suo ultimo viaggio. Voleva ritornare all’aria aperta e come era solito fare si era seduta davanti alla porta di ingresso perchè voleva che
Franz
...... volte mi preoccupavo seriamente vedendola dimagrire vistosamente, ma poi capii che quello era il suo stile di vita, utile anche per smaltire tutte le tossine accumulate durante l’inverno. Finita l’estate, riprendeva a mangiare normalmente; ogni anno aveva questo sano stile di vita che è continuato felicemente, senza nessun altro tipo di problema, fino all’età di 15 anni. Alle porte dell’estate 2019, con i bruschi cambiamenti climatici in atto, in cui anche noi umani avvertiamo senso di malessere, kikka come al solito aveva iniziato a mangiare poco, ma non mostrava nessun segnale di malattia, anzi era la solita routine…quando da un giorno all’altro la trovai stanca, faticava ad alzarsi in piedi, non mangiava e non beveva. Mi allarmai subito ed ancora una volta gli fornii tutte le cure necessarie, anche se il destino questa volta l’aveva ormai portata ad affrontare una malattia incurabile. Nonostante tutto, forse per il suo carattere selvatico, quando riuscì a trovare un pò di forze volle uscire fuori all’aperto, come le piaceva fare da sempre…non potevo e non volevo negarglielo…pensavo che rientrasse in casa, viste le sue condizioni: tutti i gatti che avevo avuto precedentemente, quando manifestavano qualche segnale di malattia lo avevano fatto, ma loro erano diversi, erano più domestici, uscivano meno all’aperto e gli piaceva più rimanere intorno a casa… ma alla sera lei non rientrò…l’avevo cercata ovunque invano, era come scomparsa. Io ero disperato e conoscendo molto bene il comportamento dei gatti, credevo fosse arrivata la sua ora e che si fosse allontanata per sempre… ma pregavo che si facesse rivedere, volevo salutarla dignitosamente, coccolarla un’ultima volta, parlandoci, ringraziandola di tutti gli anni vissuti insieme…lo volevo con tutto il cuore!… Ma per tutta la notte e la mattina successiva non si fece vedere…pensavo che fosse ormai morta, nascosta chissà dove. Io avevo un magone nello stomaco che mi straziava l’anima, quando verso mezzogiorno ricomparve improvvisamente…aveva percorso due rampe di scale da sola e me la trovai davanti alla porta d’ingresso! Solo lei poteva conoscere quella fatica immane, fatta per ritornare a casa da sola e in quelle condizioni; posso solo spiegarlo come una specie di telepatia, un forte legame che aveva stretto con me, forse anche lei aveva bisogno dell’ultimo saluto, delle ultime coccole…non era tornata per mangiare o bere, non voleva essere accudita in casa… è stato come il suo ultimo istinto di voler ritornare a salutare il suo grande Amico per l’ultima volta… non so spiegarlo diversamente, ciò che mi importava era solo che fosse ritornata, ma continuava a non mangiare e a non bere; sembrava non soffrire e rimaneva distesa, quasi esanime nella sua morbida coperta, non una lamentela di dolore, quindi avevo subito provveduto a curarla nuovamente, ma la sua malattia ormai l’aveva sopraffatta…in realtà aveva sopraffatto anche me, in quanto il tutto è avvenuto nell’arco di due soli giorni. Ma in questo ultimo incontro, mi era stato concesso il dono di potergli trasmettere tutto il bene che ho provato per lei, accarezzandola sulla sua testolina…lei faceva le fusa e vedevo che le piaceva tantissimo…le ho sussurrato alle sue sensibili orecchie le mie parole di amore e riconoscimento per tutti gli anni trascorsi insieme…e lei mi gratificava con le sua fusa, sempre distesa nella sua morbida coperta…insomma è stato un momento in cui ero talmente commosso che piangevo e non mi vergogno tutt’ora di scriverlo! Erano sentimenti puri e incondizionati! Era un legame speciale!…e ormai credevo di vederla morire tra le mie coccole. Invece, dopo circa un’ora riprese un po’ di forze e ancora una volta il suo unico desiderio era quello di uscire fuori, non voleva rimanere in casa: era come se fosse tornata solo per donarmi l’ultimo saluto, prima di fare il suo ultimo viaggio. Voleva ritornare all’aria aperta e come era solito fare si era seduta davanti alla porta di ingresso perchè voleva che
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Anto
Ciao..il mio gatto trema da due giorni.. trema con il collo e miagola, cose le sta succedendo ? Cosa mi dite voi? Mica sapete cosa può essere ?
Cecilia Verza (Autore/autrice di AnimalPedia)
Buongiorno,

Non possiamo fare una diagnosi con un semplice commento, senza sapere età, stato di salute e soprattutto senza poter vedere il gatto. Le consigliamo di andare dal veterinario, se non l'ha già fatto, e realizzare le prove consigliate dal suo medico di fiducia.

Un saluto da AnimalPedia
Myriam
Mi è piaciuto, e vi chiedo pf di ascoltarmi. Sto ancora male perché ho dovuto addormentare la mia gatta il 17 agosto scorso. Questa gatta dopo una lunga cura di antibiotici 4 o 5 anni fa, aveva
ritrovato la sua bella coda, non era più spelacchiata e non si grattava più a sangue come ogni estate, che dovevo portarla dal veterinario e
siccome ingestibile come una pantera, bisognava sedarla. Ho cercato di darle meno cortisone possibile integrandolo con Ribes pet. 1 mese fa avevo ancora pensato che ora non aveva bisogno di ribes pet!!
Con il cambio di alimentazione in umido e biscotti ANifit e Nahvita
dopo un paio d'anni si era finalmente liberata da ogni rigonfiamento che si tramutava in croste.
1 mese fa le avevo anche controllato denti (perfetti) e gengive (rosa non intenso)siccome tendeva a lasciare pezzettini dei biscotti Anifit.
Ho visto negli ultimi tempi che sembrava dimagrita (non è mai stata grassa) e aveva pelo a nodi sotto la pancia. Mangiava, anche se finiva la razione di carne umida, talvolta subito, talvolta in due o tre volte
(dovevo sempre coprirla per le mosche). Pensavo fosse dovuto alla calura, al fatto che mangiava lucertole tra l'erba in terrazza. Ho un forte senso di colpa per il fatto di averla lasciata sola dal lunedì al sabato (l'avevo sempre fatto, con un controllo da parte di mia figlia stavolta assente). Aveva ancora mangiato umido sabato e domenica.
Poi le ho mescolato una grande razione di crocchette di sola carne con quelle piccole di Anifit, le ho nascosto delle pastiglie di lievito di birra, acqua abbondante da 3 parti e sotto le gocce del lavandino. Mi è sembrato che non abbia quasi mangiato.
Sabato ha rovesciato il sacco grande di biscotti e ha fatto una scorpacciata (che ho poi trovato vomitati freschi nella doccia), quindi poteva ancora mangiare!!) Le ho poi dato umido, che ha mangiato normalmente. Il martedì tendeva a non finirlo, il mercoledì puzzava di crocchette il giovedì (giorno di festa) si lamentava continuamente e debolmente, ha cominciato a emanare cattivo odore (non ha mai sofferto di alitosi, convulsioni) voleva bere e mangiare, ma non riusciva, ho notato che aveva come un taglietto rosa sotto la narice sin. e una tumefazione sul labbro destro, leggermente sanguinante.
Quando l'ho portata dal veterinario, che è riuscito ad aprirle la bocca era rossa tutta e gonfia come fegato di manzo, ho voluto fare cmq le analisi, ma per finire eutanasia. Mi sento molto in colpa per averla lasciata quella settimana, anche se l'ho sempre fatto nel corso degli anni, con un controllo e cibo umido intermedio.
Grazie del vostro ascolto, sono inconsolabile.
Lorena Bonioni (Autore/autrice di AnimalPedia)
Ciao Myriam,
ci spiace molto per l'accaduto, grazie per aver condiviso la tua esperienza. Prenditi il tuo tempo e cerca di rimanere con i bei ricordi della tua gatta. Un abbraccio e un saluto da AnimalPedia.
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gt
la sofferenza per la morte di un animale domestico ( il mio gatto ginger ) e’ stata uguale alla morte di mio padre e mia madre ...io non la auguro a nessuno adesso...solo il tempo ....sara’ il rimedio..
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Giulia
Il dolore per la perdita del proprio amico a 4 zampe, non è uguale al dolore che si prova per un parente, a parte che l'animale diventa un componente della famiglia, ma il rapporto che si crea, è talmente forte, che quando arriva il momento della morte, ti senti devastata, una signora che gli morì il cane mi disse, che ha provato lo stesso dolore di quando morì la figlia, io ho avuto tanti gatti, ma ogni volta che se ne andavano, provavo sempre lo stesso dolore ,dopo circa 1 anno riesco a metabolizzare e ad accettare la loro morte ,l'unica cosa che mi viene da dire a chi in questo momento si trova in una situazione , dove sta affrontando il lutto, dovete avere pazienza il tempo aiuta ad appianare il dolore, però chi ama veramente gli animali prova questo

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