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Cosa mangia il cavallo?

 
Di Giuseppe Antonio Terlizzi. 18 aprile 2021
Cosa mangia il cavallo?

Il mondo dell'alimentazione esiste come bilanciamento tra due forze: la quantità di cibo da mangiare e l'attività fisica del soggetto che lo assume. Trovare una quadra in questo ambito non è semplice ma seguendo alcune piccole accortezze si può raggiungere l'equilibrio per un benessere fisico e sicuramente anche psichico. I nostri animali domestici lo sanno bene ma a volte fanno i furbi e ci seguono guardandoci con i loro occhioni dolci per ricevere un piccolo premio alimentare. In questo articolo vedremo da vicino le esigenze alimentari del cavallo ponendo la nostra lente di ingrandimento giornalistica sul razionamento della dieta e sul fabbisogno energetico a riposo e in attività. Cosa mangia il cavallo? Saltate in sella e seguiteci in questa avventura!

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Apparato digerente del cavallo

Il cavallo è un erbivoro monogastrico e si ciba di foraggi, cereali e leguminose. Il sistema digerente di questo animale vede l'unione di due sistemi digestivi: quello enzimatico e quello batterico. Nello specifico il cavallo nell'assumere la propria razione alimentare utilizza 3 principali distretti anatomici funzionali:

  1. Distretto ingestorio
  2. Distretto digestivo
  3. Distretto espulsorio

Questi tre segmenti anatomici sono costituiti a loro volta da organi e tessuti con peculiarità fisiologiche uniche nel loro genere e propedeutiche l'un l'altra. In natura il cavallo strappa l'erba con i denti e comincia un'accurata fase di triturazione nella cavità buccale grazie all'utilizzo di poderose arcate dentarie. Contestualmente alla triturazione mette in atto una funzionale salivazione utile a rendere omogeneo il bolo alimentare che grazie alla deglutizione verrà incanalato nell'esofago arrivando al cardias. Quest'ultima è una valvola importantissima dell'apparato digerente che attraverso la sua apertura permette l'immissione del bolo alimentare nello stomaco. A questo punto avverrà la digestione enzimatica che produrrà una prima azione di degradazione, scomposizione e macerazione dell 'ingesta. Partecipano al processo due ghiandole imprescindibili la cui funzionalità fa la fortuna o la sfortuna dell'atto digestivo: fegato e pancreas. Attraverso i loro tessuti ad azione secretiva producono e veicolano enzimi digestivi all'interno di stomaco e dell'intestino tenue. A questo livello il contenuto gastrico grazie ad un'azione peristaltica raggiunge la zona del piloro (valvola comunicante con l'intestino). Il passaggio nell'intestino sarà uno degli steps finali di digestione in cui verranno assunti tutti i nutrienti e dove viene demolita la cellulosa e gli elementi legnosi grazie alla flora batterica simbionte. Questi microrganismi operano a livello del grosso intestino un'azione fermentativa nei confronti di cellulosa e simili comportandosi nello stesso modo in cui si comporta il rumine nei ruminanti. In fine il contenuto privo di sostanze nutritive verrà espulso sotto forma di feci (scibale) attraverso il rilassamento dello sfintere anale che si trova alla fine del retto.

Cosa mangia il cavallo? - Apparato digerente del cavallo

Come si calcola una razione alimentare di un cavallo?

Nella valutazione, formulazione e preparazione delle razioni per cavalli bisogna prendere in considerazione degli importanti parametri:

  • Bisogni nutrizionali e apporti nutritivi agli animali
  • Energia, azoto e minerali
  • Mantenimento e produzioni
  • Condizioni di utilizzazione degli alimenti
  • Quantità di alimenti che il cavallo può ingerire
  • Contenuto in sostanze nutritive degli alimenti
  • Energia, azoto e minerali
  • Calcolo del peso vivo
  • Prezzo degli alimenti

Nella gestione professionale di un cavallo (dettata da una consulenza medica operata da un medico veterinario esperto) l'approccio al razionamento deve essere quasi matematico rendendo la dieta un vero e proprio algoritmo. Esistono diversi piani alimentari tra cui quello maggiormente utilizzato è il sistema NRC. Il fabbisogno giornaliero per il mantenimento di un cavallo adulto (non in attività riproduttiva) in condizioni ambientali moderate e con peso compreso tra 500 e 600 kg deve avere queste proporzioni:

  • Energia digeribile (Energia contenuta negli alimenti al netto delle perdite fecali): 1.4 Mcal + 0.03 x kg PV
  • Proteine: 120 g x 100 kg PV
  • Calcio: 4 g x 100 kg PV
  • Fosforo: 0.75 g x g Ca

Naturalmente parliamo di proporzioni alimentari che comprendono calcoli che esulano dalle competenze di un amatore e che possono essere comprese probabilmente solo nella pratica e con l'ausilio di un professionista.

Cosa mangia il cavallo? - Come si calcola una razione alimentare di un cavallo?

Cosa mangia il cavallo a riposo

Un soggetto viene definito a riposo nel momento in cui effettua un'attività fisica minima in uno spazio ristretto consumando una minima parte di energia. In questi casi l'alimentazione dovrà essere proporzionata al moto e, di conseguenza, sarà così caratterizzata:

  1. Acqua appetibile e di buona qualità
  2. Oligoelementi
  3. Foraggio di media-buona qualità: 1.5-1.75 kg /100 kg PV/giorno (pascolo, fieno)
  4. In casi di carenze (inverno, riserve corporee esaurite):
  5. Integrazione proteica (1.4-2.3 kg di concentrato al 16% PG)
  6. Integrazione con fosforo (unica miscela minerale contenente 8-16 % di fosforo).

Naturalmente l'abitudine motoria di ogni soggetto può variare repentinamente, anche da un giorno all'altro. In caso, quindi, di un'attività fisica molto leggera sarà importante aumentare lievemente la quantità di foraggi assunti giornalmente unitamente ai concentrati (cerali, leguminose o farine). Nel calcolo delle proporzioni tra foraggio e concentrati non si deve mai esagerare con i primi in quanto potremmo provocare nel soggetto delle dismetabolie tali da compromettere la salute con eventuali ripercussioni sistemiche.

Cosa mangia il cavallo? - Cosa mangia il cavallo a riposo

Cosa mangia il cavallo a lavoro

Si definisce cavallo a lavoro un soggetto che pratica sport a livello agonistico o amatoriale e che quotidianamente viene sottoposto a delle sedute di allenamento. Questi animali sono dei veri e propri sportivi seguiti da esperti del settore che valutano con meticolosità ogni aspetto, soprattutto quello alimentare (allo stesso modo dei nostri sportivi preferiti). L'attività può essere di diversi tipi a seconda se si tratti di un cavallo da tiro, da sport o da svago:

  • leggero: passeggiate di piacere, percorsi di campagna, equitazione
  • moderato: lavoro nei campi, corsa ad ostacoli
  • pesante: gare di velocità e di polo

Ma da cosa dipende il maggiore dispendio energetico di questi animali e, di conseguenza, del piano alimentare?

Abbiamo un aumento del lavoro dei muscoli scheletrici, intensificazione degli apparati circolatorio e respiratorio finalizzate a un risultato sportivo:

  • Attività di resistenza: 2 h di sforzo a bassa intensità con richiesta di produzione di energia di tipo aerobio (corse di resistenza, su pista da competizione, cavali da tiro, da fattoria, da parata)
  • Attività su medie distanze di intensità moderata: (800-3200 m) per diversi minuti ad una media tra il 75% e il 95% della massima intensità di sforzo; richiede energia di tipo aerobio ed anaerobio (es. passo o piccolo trotto, massimo per 30 min) utilizzando acidi grassi a lunga catena
  • Attività veloce: (es. trotto rapido_400m/min; galoppo rapido_500m/min; rodei) per un minuto al 100% della massima intensità di sforzo si raggiunge un deficit di ossigeno con richiesta di energia principalmente di tipo anaerobio (glucosio dal glicogeno muscolare) con conseguente formazione di lattato che fa sentire la stanchezza e l'indolenzimento muscolare.

Un cavallo da corsa per questi motivi mangerà molto di più di un cavallo a riposo in quanto deve mantenere costante e in continua crescita la propria prestanza fisica. Rispetto alle percentuali viste precedentemente per il cavallo a riposo gli sportivi hanno un incremento in termini di quantità e di apporto energetico secondo i seguenti parametri:

  • Tenore in fibra = 13-15% per assicurare una buona funzione digestiva e per il fondamentale ruolo degli AGV (acidi grassi volatili) come fonte energetica.
  • Limitare uso di alimenti ricchi in amido.
  • Razioni arricchite di sostanze grasse (15%): strutto o oli vegetali per risparmiare il glicogeno muscolare.
  • Contenuto in protidi grezzi = 12-13% (resta valido il rapporto 65 g di SAD/UFCv); nel caso di giovani cavalli in allenamento arrivare anche a 20% (ossia 78 g di SAD/UFCv).
  • Livello di sodio = 0.5% (ossia 5 g/kg in quanto il fabbisogno può aumentare fino a 50-70 g al giorno).
  • Livello di calcio = 0.7-0.8% e magnesio = 0.15% per bilanciare l’eccesso di fosforo legato al largo impiego di cereali (es. avena).
  • Contenuti in oligoelementi (soprattutto ferro, rame, zinco e selenio) e in vitamine (A,D,K) raddoppiati e per la vitamina E triplicati.

In conclusione si può dire che il detto "dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei" è quanto mai vero nel mondo degli equini. Questi animali hanno accompagnato l'uomo durante tutto il processo evolutivo accelerandolo e rendendolo indelebile nella storia. Al giorno d'oggi i cavalli vengono raramente impiegati per il lavoro e stanno calando drasticamente anche i consumi di carne equina in tutti i continenti (il cavallo da carne ha un'alimentazione diversa dagli altri). Per questo motivo potremmo dividere questi animali nei due gruppi descritti nell'articolo (da compagnia e sportivo). In ognuno di questi casi bisognerà apprendere tutte le opzioni di gestione alimentare, fisica ed etologica di questi splendidi animali: solo in questo modo gli concederemo una vita lunga e piacevole.

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