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Le 25 malattie più comuni dei gatti: sintomi, cura e prevenzione

Di Lorena Bonioni, Traduttrice e copywriter junior di AnimalPedia. Aggiornato: 10 gennaio 2020
Le 25 malattie più comuni dei gatti: sintomi, cura e prevenzione

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Una delle cose più importanti da sapere prima di prendere un gatto, è quali sono le malattie feline più comuni cui può imbattersi, come poterle curare e soprattutto come prevenirle. Come il saggio detto popolare dice: meglio prevenire che curare.

Per esempio potresti trovarti nella situazione in cui il tuo gatto si azzuffa con un gatto randagio. Devi assolutamente tenerlo sotto osservazione per capire se ha avuto la sfortuna di essere stato contagiato da un gatto malato. In questo articolo di AnimalPedia ti spieghiamo in modo approfondito quali sono le 25 malattie più comuni dei gatti: sintomi, cura e prevenzione.

Cogliamo comunque l'occasione per ricordare che la migliore forma di prevenzione di qualsiasi malattia felina è quella di portare l'animale dal veterinario per le visite periodiche e rispettare il calendario delle vaccinazioni, non permettergli di avvicinarsi a gatti di cui non conosciamo lo stato di salute e di praticare al nostro micio il trattamento antiparassitario interno ed esterno.

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Le malattie dei gatti gravi e più comuni

Come qualsiasi essere vivente, i gatti possono essere affetti da diverse malattie, alcune più gravi di altre. Nella maggior parte dei casi, le malattie feline sono causate da virus che per fortuna si possono annientare grazie alle vaccinazioni o ad una prevenzione adeguata. Di seguito riportiamo quelle più gravi e più comuni:

  • Leucemia felina (FelV): Si tratta di una malattia virale dei gatti prodotta da un oncovirus o virus oncogeno in grado di causare tumori. È un cancro che si trasmette per contatto con fluidi corporali di un gatto malato. Per esempio, nei combattimenti all'interno di colonie di gatti, spesso, ci sono dei feriti. Quando queste ferite si curano leccandosi l'un l'altro, entrano in contatto con la saliva di tutti i componenti ed eventualmente anche di quelli infetti. Anche per le lettiere, se condivise, vale lo stesso. Oppure se una madre è infetta, può passare la malattia ai piccoli attraverso il latte. È una patologia che attacca più spesso i cuccioli e i giovani di gatto, ed è molto comune nelle colonie di gatti randagi o nelle cucciolate. Per la sua facilità di trasmissione e per il rischio di morte che ne deriva, è una delle malattie feline più gravi. Si sviluppano tumori in diversi punti del corpo e tra i sintomi possiamo osservare l'ingrossamento dei linfonodi, la perdita di peso, anemia e depressione. La forma migliore per prevenire questa malattia infettiva del gatto è quella di vaccinarlo ed evitare che entri in contatto con possibili individui infetti.
  • Panleucopenia felina o tifo felino: questa patologia è provocata da un parvovirus comune al parvovirus canino. Conosciuta anche come enterite infettiva felina o atassia, anche qui il contagio avviene per contatto con i fluidi corporali di un animale infetto. I sintomi più comuni sono la febbre e, in stadio avanzato, l'ipotermia, il vomito, diarrea, depressione, spossatezza, disidratazione, anoressia. Quando questo virus è presente nel corpo, si abbassano nel sangue il livello di leucociti e/o i globuli bianchi. Se infatti il veterinario sospetta che il gatto è affetto da questo virus, lo verificherà attraverso l'analisi del sangue. Purtroppo colpisce soprattutto cuccioli e gatti giovani. Il trattamento è possibile attraverso un'idratazione endovenosa e somministrazione di antibiotici, che varieranno a seconda dello stadio di avanzamento della malattia e dello stato del gatto. È una delle malattie del gatto che risultano mortali, perciò è fondamentale separare il prima possibile il gatto infermo da quelli sani. La prevenzione consiste nel vaccinare il gatto ed evitare che entri in contatto con possibili individui infetti.
  • Rinotracheite virale felina (FVR): in questo caso il virus che provoca questa malattia è un ipervirus che si stabilisce nelle vie respiratorie causando infezioni del sistema respiratorio. Circa il 45-50% dell malattie respiratorie dei gatti è causato da questo virus. Attacca specialmente gatti giovani non vaccinati. I sintomi comprendono febbre, starnuti, mucosità nasali, congiuntivite, lacrime e perfino ulcere della cornea. Si contagia per contatto di fluidi corporali come secrezioni nasali e saliva. La prevenzione è possibile solo attraverso il vaccino. Non esiste il trattamento specifico perciò si trattano solo i sintomi. I gatti che guariscono si convertono in portatori, ovvero non soffrono più i sintomi della patologia ma il virus continua a vivere all'interno del loro organismo e potrebbero quindi contagiare altri esemplari. La miglior prevenzione è il vaccino.
  • Calicivirus o calicivirosi felina (FCV): questa malattia virale è causata invece da un picornavirus. Con questa infezione è facile vedere il gatto starnutire come se avesse l'influenza: i sintomi infatti comprendono starnuti, febbre, salivazione, fino ad ulcere e vesciche su bocca e lingua. Si tratta di una patologia molto diffusa e con alta mortalità. È causa di circa un 30-40% dei casi di infezione respiratoria nei gatti. Anche in questo caso gli esemplari di felino che guariscono si convertono in portatori e potrebbero quindi contagiare altri animali. La prevenzione è senza dubbio il vaccino e non esiste terapia per la calcivirosi, essendo una malattia virale. Si possono curare invece i segni clinici e prevenire le sovra infezioni batteriche attraverso antibiotici, colliri e mucolitici. Se il gatto non mangia a causa delle dolorose ulcere, si può utilizzare la fluido terapia e cercare di alimentarlo quotidianamente con pazienza con cibi prescritti dal veterinario.
  • Polmonite felina: questa malattia è prodotta da un microorganismo conosciuto come Chlamydia psittaci che provoca una serie di infezioni che vanno sotto il nome di clamidia. Queste infezioni si manifestano nei gatti sotto forma di rinite (congestione nasale) e congiuntivite. Questi microrganismi sono parassiti intracellulari che si contagiano per contatto diretto con fluidi e secrezioni corporali. Non è mortale, ma per evitare complicazioni che potrebbero portare alla morte del gatto, bisogna portarlo quanto prima dal veterinario per iniziare il trattamento. I sintomi sono lacrimazione eccessiva, congiuntivite, palpebre arrossate e dolenti, secrezione oculare abbondante e a volte di color verdognolo o giallastro, oltre ai classici sintomi da influenza del gatto come starnuti, febbre, tosse, mucosità nasale e inappetenza. Il trattamento si basa su antibiotici e pulizie oculari con gocce speciali e molto riposo. La dieta deve essere ricca in carboidrati e, nel caso in cui il gatto non mangiasse, sarà necessario una fluido terapia. Come la maggior parte delle malattie, la miglior prevenzione è il vaccino ed evitare il contatto con felini infetti o portatori.
  • Sindrome da immunodeficienza felina (FIV): il virus che causa questa malattia, più comunemente detta AIDS, è il lentivirus. Capita molto spesso che il contagio avvenga durante combattimenti tra gatti o durante la riproduzione sessuale. Colpisce soprattutto gatti adulti non sterilizzati. I sintomi che ne derivano sono la depressione assoluta del sistema immunitario e le infezioni batteriche secondarie che ne derivano, che sono solitamente la causa finale di morte. Si sta lavorando per trovare un vaccino affidabile ma comunque ci sono gatti che arrivano a sviluppare immunità al contagio perché spesso in contatto con esemplari già ammalati.
  • Peritonite infettiva: in questo caso il virus che provoca la peritonite è il coronavirus che attacca più spesso gli esemplari giovani che quelli adulti. Il contagio avviene soprattutto attraverso le feci di un gatto malato: quando il gatto le annusa, il virus entra attraverso le vie respiratorie. Si manifesta soprattutto quando ci sono comunità di gatti abbastanza grandi come colonie, allevamenti e gattili. I sintomi più visibili sono febbre, anoressia, aumento del volume e accumulo di liquido nell'addome. Questo accade perché il virus attacca i globuli bianchi provocando una infiammazione delle membrane della cavità toracica e addominale. Se attacca la pleura polmonare, si manifesta come pleurite. Se invece attacca il peritoneo, causa la peritonite. Esistono vaccini contro questa malattia, ma una volta contratta non esiste cura e purtroppo è mortale. Si può somministrare un trattamento sintomatico di appoggio per alleviare i dolori e le molestie di cui soffre il gatto infetto. La miglior prevenzione, come sempre, è quella di seguire il calendario delle vaccinazioni, evitare situazioni di stress che debilitino l'animale e garantirgli una corretta alimentazione, oltre a cercare di tenerlo lontano dagli esemplari ammalati.
  • Rabbia: la rabbia è diffusa in tutto il mondo e si trasmette anche tra diverse specie di mammifero, esseri umani inclusi. Per questo si parla dunque di zoonosi. Il contagio avviene attraverso la saliva e i morsi durante i combattimenti tra gatti. Fortunatamente, essendo il vaccino obbligatorio, in molte zone del pianeta è stata debellata o perlomeno tenuta sotto controllo. I sintomi da rabbia del gatto sono molti: la prima fase della malattia può durare da 2 a 10 giorni con sintomi generici quali dolori muscolari, brividi, febbre, vomito, diarrea, eccetera. In un secondo tempo può invece avere due reazioni contrastanti: o manifesta aggressività, schiuma, tendenza a mordere e disinteresse verso il cibo; oppure manifesta letargia, incapacità a muoversi, paralisi dei muscoli facciali e schiuma dalla bocca.

Attenzione! Ricordiamo di non somministrare antibiotici in autonomia al gatto malato ma di rivolgersi al veterinario e seguire strettamente i suoi consigli.

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Malattie dei gatti infettive e zoonosi felina

La polmonite felina, insieme alla calicivirosi e alla rinotracheite virale formano il complesso della malattia respiratoria nel gatto. In generale le infezioni delle vie respiratorie dei gatti più acute sono provocate da virus e quindi non sono curabili con una terapia specifica. Quando vengono prescritti gli antibiotici, è solo per curare le infezioni batteriche secondarie.

La zoonosi è la trasmissione di una malattia infettiva trasmessa dagli animali all'uomo. Il contagio avviene per contatto o attraverso altri organismi vettori e/o ingestione di alimenti infetti. Si parla di zoonosi felina quando l'animale infetto che è vettore della malattia è il gatto. Le principali malattie che trasmettono i gatti all'uomo sono: la toxoplasmosi, ascaridi, tenia, bartonella, salmonella, bordetella, micosi, pastorella, giardia, dirofilaria, rabbia.

Queste malattie sono generalmente molto rare nell'uomo, ma possono essere molto serie se ci sono persone ad alto rischio perché molto giovani o immunodepresse. In ogni caso è bene ricordare che è più facile essere contagiati da queste malattie da un altro essere umano. Ricordiamo che molte malattie infettive sono causa di patologie specifiche di una sola specie, cioè causano una malattia esclusivamente in quella specie e non si possono trasmettere all'uomo. Ci sono persone preoccupate per l'AIDS felino, la leucemia o la rinotracheite felina. Nessuna di queste malattie si trasmette all'uomo e non sono, di conseguenza, un rischio per le persone

Toxoplasmosi

La toxoplasmosi è una malattia trasmessa da un protozoo molto rischiosa per il feto. Una credenza molto diffusa è che il gatto sia un portatore ad alto rischio di questa patologia, tanto da doverlo allontanare quando la donna è in gravidanza. In realtà è probabilmente maggiore la possibilità di contrarre la malattia attraverso il consumo si carne poco cotta e di verdure non lavate in modo accurato.

Un utile consiglio da seguire è quello di pulire bene la lettiera del gatto e lavarsi bene le mani dopo averlo fatto, oppure utilizzare dei guanti. Se la futura mamma possiede un gatto in casa, meglio che si occupi qualcun altro della pulizia della lettiera del micino. Il contagio infatti avviene attraverso l'ingestione degli escrementi del gatto malato o portatore sano.

Malattia "da graffio" del gatto

È una malattia presente nei gatti con infestazioni da pulci, nelle cui feci è presente un batterio chiamato Bartonella henselae. Questa patologia non crea quasi mai sintomi e quindi non si nota nessuna differenza di comportamento nel gatto malato. Attraverso il graffio può però trasmettere le feci della pulce nella lesione cutanea. Quando l'uomo viene contagiato, normalmente, non ha gravi conseguenze, però è molto rischioso nei soggetti molto giovani o immunodepressi. La malattia del graffio può dare lesioni vascolari anche a fegato, milza e endocarditi, quindi è bene tenere il gatto lontano dalle pulci, che possono anche trasmettere la tenia sia all'animale che all'uomo.

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Influenza felina e altri problemi comuni di salute nei gatti

Il comportamento del gatto malato cambia molto a seconda della malattia di cui è affetto. A volte i sintomi sono gli stessi dell'influenza, nei casi più gravi invece sono più spiacevoli. Oltre alle patologie più gravi e i relativi sintomi che abbiamo già affrontato, esistono altri problemi di salute nei gatti che sono molto comuni e che di seguito vi spieghiamo:

  • Allergie: Come noi, i gatti possono soffrire allergie di origine molto diversa. Per approfondire questo argomento, puoi consultare l'articolo di AnimalPedia sulle allergie nei gatti.
  • Congiuntivite: I gatti hanno la salute oculare delicata, per questo contraggono con facilità la congiuntivite. Puoi leggere in questo articolo tutto sulla congiuntivite nei gatti.
  • Parodontite: Questa malattia della bocca del felino è comune soprattutto nei gatti più anziani e se si cura per tempo può essere fatale per l'animale. Anche qui, a livello preventivo, puoi approfondire leggendo i nostri consigli su come pulire i denti del gatto.
  • Otite: L'otite non è comune solo nei cani, ma è molto diffuso anche nei gatti. È un'infiammazione dell'epitelio che ricopre il condotto uditivo e del padiglione auricolare. Causa spesso dolore e perdita temporale di udito. Questo problema si manifesta spesso quando i gatti hanno le difese basse.
  • Obesità e sovrappeso: L'obesità nel gatto è frequente se domestico, a causa delle cattive abitudini che gli trasmettiamo. Scopri nel nostro articolo tutto quello che c'è da sapere per prevenire l'obesità nel gatto.
  • Raffreddore: Il raffreddore comune è una malattia respiratoria che può essere leggera e passeggera ma, se non aiutiamo il nostro gatto curando i sintomi, potrebbero esserci complicazioni ed essere attaccato anche da malattie secondarie delle vie respiratorie. In questo articolo di AnimalPedia puoi approfondire il tema e conoscere quali sono i rimedi naturali per il raffreddore nel gatto.
  • Avvelenamento: L'avvelenamento nei gatti è più frequente di quel che pensiamo. È molto grave ed è per questo importante sapere cosa si deve fare per intervenire il prima possibile. La prima cosa da fare è cercare di capire da cosa è stato avvelenato e avvisare immediatamente il veterinario, dandogli maggiori informazioni possibili.
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Micosi e malattie della pelle dei gatti

Anche se i gatti sono animali molto puliti e dedicano tanto tempo alla pulizia del pelo, possono essere colpiti da malattie della pelle piuttosto sgradevoli. In tutti questi casi, consigliamo sempre di rivolgersi allo specialista.

  • Acne felina: Colpisce soprattutto i gatti anziani, si presenta sotto forma di foruncoli neri soprattutto nella zona del mento e si pensa che sia causata da stress, scarsa pulizia o dal sistema immunitario compromesso. Non è una patologia grave ma è importante intervenire per evitare il rischio che i foruncoli si infettino a causa dei batteri.
  • Dermatite: Sono infiammazioni della pelle causate da parassiti come pulci e zecche, oppure da infezioni, allergie alimentari o prodotti per il bagno non adatti al gatto. Tra i sintomi vediamo il prurito continuo, croste, gonfiore, arrossamento e rottura dei peli. La dermatite miliare è un'altra forma di dermatite, anch'essa piuttosto comune.
  • Micosi: La micosi è una malattia della pelle dovuta alla presenza di funghi. La trasmissione avviene per contatto diretto e il gatto potrebbe non manifestare i sintomi ma esserne un portatore sano. Arrossamenti, croste ed altri sintomi lo portano a grattarsi di continuo, con il rischio di diffondere l'infezione ad altre parti del corpo. Ti consigliamo di leggere il nostro articolo sulla micosi del gatto per capire come riconoscere quando si tratta appunto di funghi e come intervenire.
  • Eczema: È un'irritazione della pelle per cui il gatto si gratta molto spesso, si toglie le croste e ciuffi di pelo, ha la pelle arrossata e presenta vescicole. Può essere causata da un'allergia o da un cambio nell'alimentazione.
  • Rogna: La rogna è detta anche scabbia. Ne esistono di diversi tipi e ha sintomi simili all'eczema: prurito, croste, perdita di pelo a chiazze. Il responsabile della rogna è un acaro di cui esistono diverse specie e sottospecie che si comportano in modi diversi. Poiché è trasmissibile ad altri animali e all'uomo, per informarti ti consigliamo di leggere il nostro articolo di AnimalPedia su sintomi e cura della rogna nei gatti.
  • Ascesso: L'ascesso è un'infezione dovuta a profonde ferite. Si forma una pustola tondeggiante e piena di pus che provoca molto dolore. Solitamente la possiamo vedere sulle zampe, dietro la coda o sul muso dell'animale. L'unica cura efficace è quella antibiotica.
  • La pelle dei nostri gatti può anche essere colpita da verruche, papillomi o ulcere labiali.
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Questo articolo è puramente informativo, da AnimalPedia non abbiamo la facoltà di prescrivere trattamenti veterinari né realizzare alcun tipo di diagnosi. Ti invitiamo a portare il tuo animale domestico dal veterinario nel caso in cui presenti qualsiasi tipo di malessere o fastidio.

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1 commento
Giovanna
Un gatto randagio circa 2 anni improvvisamente ha incominciato a girare su se stesso ha difficoltà a mangiare sembra che non ci vede e non sente l odori se riesce a mangiare mastica di lato sembra un problema a livello neurologico che malattia è?grazie

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